Italia

“Memory Day”, piazza intitolata al generale Dalla Chiesa

Antonio ManganelliVENEZIA. Emozioni palpabili hanno caricato l’aria del Teatro Toniolo, traboccante di quasi un migliaio di studenti delle scuole superiori giunti per celebrare il “Memory Day… Per Ricordare!”, …

… la manifestazione nazionale, organizzata per l’ennesima volta dal Coisp – il Sindacato Indipendente della Polizia di Stato – e dal Comune di Venezia con il patrocinio dell’Associazione Fervicredo.

Idealmente abbracciati dalla folla di ragazzi, nella platea del Toniolo, un centinaio tra parenti delle vittime e sopravvissuti, giunti a Mestre da tutta Italia. Uomini delle Forze dell’Ordine, Servitori dello Stato, gente comune, rimasti vittime del terrorismo, della mafia, del dovere e della criminalità. Per ciascuno di loro una fiaccola accesa, ad alimentare il fuoco del ricordo di storie segnate dal sangue e dal dolore. Come la storia di Mirko Schio, gravemente ferito in uno scontro a fuoco a Marghera e costretto su una sedia a rotelle. Come la storia di Caterina Franzoi, mamma di Giovanni Menegazzi, morto in un incidente stradale a Venezia mentre soccorreva alcuni feriti. Come la storia di Lorenzo De Michelo, ferito gravemente, a 8 anni, di un agguato di camorra a Napoli. Come la storia di Maria Marasco, gravemente ustionata in seguito a un’esplosione all’interno della Questura di Catanzaro. Come la storia di Lorenzo Conti, figlio dell’ex sindaco di Firenze Lando Conti trucidato dalle Brigate Rosse. Storie di Eroi involontari, di Eroi quotidiani. Esempi straordinari di senso del dovere, di impegno civile, di lealtà, di solidarietà.

“Non c’è migliore dimostrazione dell’attenzione che i cittadini vogliono riservare a tematiche importanti come quella del ricordo, del rispetto, dell’umiltà che si deve avere nell’imparare dal sacrificio di chi ci ha preceduto – ha affermato Franco Maccari, il Segretario Generale del Coisp – immolandosi in nome della legalità e della sicurezza. Perché la gente comune al richiamo di questi sentimenti e di questi principi risponde, mentre sono le Istituzioni che troppo spesso si girano dall’altra parte e ignorano le necessità di chi lotta per il bene comune, infischiandosene a maggior ragione del ricordo di chi non c’è più. Il Coisp continuerà a ricordare ed a far ricordare, anche per costringere tutti a riflettere”. Al convegno, moderato dal giornalista Antonio Pascotto, e introdotto da Franco Maccari, con i saluti e le dovute introduzione di Mirko Schio (Presidente dell’Associazione Fervicredo – Feriti e Vittime della Criminalità e del Dovere), e del Prosindaco di Venezia Michele Mognato, hanno preso parte il Responsabile Politico Ufficio Stampa Coisp Nazionale, Giuseppe Brugnano, il Sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, il Capo della Polizia Prefetto Antonio Manganelli (nella foto), la Presidente del Tribunale per i minorenni di Venezia Adalgisa Fraccon, lo scrittore Gianfranco Bettin, Nando Dalla Chiesa, figlio del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, e il Presidente dell’Associazione Meter don Fortunato Di Noto. Dell’impegno del Governo sul fronte della sicurezza ha parlato il Sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano.

“Mancano 25 mila persone nelle tre Forze di Polizia – ha spiegato Mantovano – e se l’esercito ci mette a disposizione per un periodo limitato, come è giusto che sia, 3500 unità per noi non risolve ovviamente il problema. L’emergenza non si risolve in questo modo, ma è un contributo che apprezziamo, e molto”. Mantovano ha spiegato che il Governo “sta proponendo, ed ha già presentato, degli emendamenti al decreto legge relativo all’invio dei militari in Campania, teso a stabilire delle preclusioni nei vari fondi sulle vittime della mafia sulla criminalità organizzata, a soggetti che si muovono in contesti mafiosi”. “Questo – ha affermato Mantovano – per rispondere ad un’esigenza di giustizia e per far sì che le risorse siano dedicate a chi se le merita effettivamente, e non a chi ha fatto una scelta di inserimento in una realtà che poi non fa meritare alcun beneficio”. Parlando quindi dei provvedimenti inseriti in Finanziaria, Mantovano ha precisato: “La situazione è grave per parecchie realtà – ha detto ancora Mantovano – ma il Ministero dell’Interno in virtù della possibilità di attingere al fondo alimentato dai beni confiscati, non subirà tagli che altre realtà stanno già avendo e subiranno con una certa consistenza”. Mantovano ha quindi spiegato che “le disposizioni finanziarie in vigore per il 2008 sono quelle della finanziaria approvata al dicembre 2007, quando al governo c’era Prodi”. “Il ministero dell’Interno – ha rilevato – è certo non soltanto di recuperare il taglio generalizzato dei ministeri, ma anzi di aver a disposizione qualcosa di più nel momento in cui sarà completato il monitoraggio e la verifica delle disponibilità finanziarie derivanti dai beni confiscati”.

Per il Capo della Polizia Antonio Manganelli “il diritto più bello è quello di liberarsi dalla paura”. “Manifestazioni come il Memory Day cementano l’orgoglio di appartenenza di questo Paese” ha aggiunto Manganelli, spiegando di aver “accolto con favore la proposta di stabilire un nuovo ponte tra il mondo delle vittime del dovere e il nostro mondo, freddo del palazzo, travolto da mille esigenze e dalla burocrazia”. Ribadendo il concetto “che è importante tutelare il primo diritto di libertà, cioè l’opposizione alla paura”, Manganelli ha spiegato che “c’è tra i cittadini di questo Paese e d’Europa un forte sentimento di paura legato a tanti fattori che creano incertezza, degrado e disagio. Le nostre incertezze determinano mancanza di solidità dei nostri equilibri”. Spetta alle forze dell’ordine, ha concluso, “il dovere di stare vicino ai cittadini, di farsi vedere con serenità e visibilità perché siamo chiamati a tutelare e garantire l’esercizio dei diritti di tutti”.

Al termine del convegno al Toniolo, un lungo corteo si è snodato per le vie di Mestre, dando vita al “Percorso del Ricordo”, che è giunto fino al Tribunale per i minorenni, dove si è tenuta la cerimonia di intitolazione del piazzale a Carlo Alberto dalla Chiesa, Generale dei Carabinieri e Prefetto di Palermo ucciso dai sicari della mafia nel settembre del 1982. Alla toccante cerimonia hanno presenziato Autorità civili e militari, studenti delle scuole medie superiori e molti rappresentanti dell’Associazione Fervicredo, gli uomini delle Forze dell’Ordine caduti o rimasti feriti durante operazioni di servizio.

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