Italia

Legge elettorale Europee, primo ok dalla Commissione

Aula di MontecitorioROMA. La riforma della Legge elettorale per le Europee ottiene il primo via libera dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera ed approda a Montecitoriodove già è stata posta in discussione lunedì scorso.

In verità si tratta di un ‘Si’ di parte, visto che le opposizioni ormai dall’inizio della settimana avevano abbandonato il tavolo dei lavori, motivando il loro andar via con la mancata volontà da parte della maggioranza di governo a dialogare su tutti gli argomenti messi sul tappeto. La nuova proposta di legge, che da lunedì 27 ottobre è in aula, con testo e mandato al relatore Peppino Calderisi (Pdl), a cui spetta il compito di illustrazione, è frutto, quindi, solo della maxi coalizione di centro destra. I “caratteri” principali della legge sono lo sbarramento al 5%, quindi chi sarà sotto questa percentuale di voto dovrà dimenticare l’Europarlamento. Le liste dovranno essere composte da almeno il 50% di donne, le circoscrizioni elettorali sul territorio nazionale passeranno da 5 a 10 e i partiti che non hanno almeno tre parlamentari europei, o 10 parlamentari italiani eletti, dovranno ricorrere alla raccolta delle firme per la presentazione delle liste (al momento Rifondazione vede tra le sue fila 5 europarlamentari, mentre 4 militano nell’Udc). Sparisce anche la possibilità di esprimere le preferenze, argomento questo sul quale si era battuto fin dall’estate l’Udc di Pierferdinando Casini e vi sarà un tetto massimo per le spese elettorali. Un primo studio-sondaggio ci dice che i partiti a maggior rischio di non entrare nell’europarlamento potrebbero essere proprio l’Udc e Rifondazione Comunista, mentre non dovrebbero avere problemi l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro e naturalmente le grosse coalizioni di destra e sinistra che dovrebbero così essere in grado di dividersi tutto il malloppo elettorale, in termini di presenze a Bruxelles. Il sondaggio, in verità è un tantino di parte, visto che è stato realizzato da “Affari Italiani” e ci dice che le attuali percentuali di gradienza dei partiti sono: Pdl 39,8%, Pd 28,0%, Italia dei Valori 9,1%, Lega Nord 9.0% ,Udc 5,1%, Rifondazione Comunista 3,00%, La Destra 1,6%. Il sondaggio è dei primi giorni di ottobre ed è stato fatto su di un campione ridotto (1.000 persone) e naturalmente è stato fatto prima della tempesta “Gelmini”, vediamo cosa succede tra qualche settimana, magari con qualche sondaggio un tantino meno di parte. In aula nel frattempo si nota qualche discordanza anche da parte della maggioranza di governo, la Lega Nord ad esempio fa sapere di non condividere l’assenza delle preferenze, mentre il Movimento di Autonomia per il Sud di Lombardo ha già dichiarato di essere contro la Legge proposta e di votare contro. Anche il forzista Giovanardi ha dichiarato di essere a favore delle preferenze, mentre naturalmente tutto il centro sinistra è schierato contro la proposta di variazione. C’è comunque da tenere presente che di tempo non ve ne è certo tanto, visto che la Legge Elettorale dovrà essere approvata entro sei mesi dalle elezioni che dovrebbero essere messe in calendario nella prima decade di giugno, “insieme alle amministrative” tuona la Lega Nord, visto che si voterà in circa 5000 comuni italiani.

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