Italia

Decreto ‘salva manager’, Tremonti minaccia dimissioni

Silvio Berlusconi e Giulio TremontiROMA. Sarà cancellato, prima nel passaggio parlamentare alla Camera, l’emendamento rinominato “salva manager” inserito nel decreto legge di modifica della legge Marzano per Alitalia.

La decisone arriva dopo l’ultimatum del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti che, nel corso dell’audizione del Senato di questa mattina, ha minacciato: “O va via l’emendamento o va via il Ministro dell’Economia”. Il decreto legge, che approderà nell’aula alla Camera il prossimo lunedì 20, prevede, nel caso di amministrazione straordinaria, che i reati come ad esempio la bancarotta fraudolenta, la bancarotta semplice o il ricorso abusivo al credito, siano applicabili solo se la compagnia fallisce o nell’ipotesi di accertata falsità dei documenti.

Tale norma, di conseguenza, cadrebbe anche sui processi Cirio e Parmalat, nei quali sono coinvolti anche Callisto Tanzi, Sergio Cragnotti e Cesare Geronzi. Ma Tremonti è irremovibile dalla sua decisione: “Tale emendamento è fuori dalla logica di questo governo. Se s’immagina che la linea del governo sia quella prevista da un emendamento che prevede una riduzione della soglia penale per alcune attività di amministratori, si sbaglia”.

“Condivido le dichiarazioni del ministro Tremonti. Mi auguro che quando presenteremo l’emendamento che abroga tale norma (la ‘salva-manager’) ci possa essere il consenso anche di una parte della maggioranza, se non di tutta”, ha affermato il leader del Pd Walter Veltroni. “Certo, qualcuno l’avrà’ proposto quest’emendamento – ha aggiunto Veltroni – sono due giorni che si vedono divisioni e contraddizioni interne al governo, questa che e’ maturata su questo tema mi pare particolarmente grande e seria. Spero solamente che questa norma venga cancellata”.

Intanto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha invitato gli investitori italiani a non farsi prendere dal panico e a evitare la vendita di azioni: “Il consiglio che diamo a tutti coloro che hanno investito in borsa è di mantenere le azioni e non venderle. Prendete i dividendi che continuano a venire da queste aziende e fra 18-24 mesi avrete di nuovo il prezzo delle azioni che ritornerà a essere valutato secondo le realtà vere delle singole aziende – assicura il premier – Anche perché in questo momento abbiamo aziende che producono utili e c’è una Borsa che è staccata dalla realtà, a causa del panico che si è scatenato, e le azioni vengono valutate meno del loro valore reale. Se dovessimo intervenire, – precisa il Cavaliere – lo Stato acquisirebbe azioni privilegiate senza diritto di voto e le banche resterebbero private e l’intervento statale sarebbe soltanto temporaneo”.

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