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Camorra, il boss Setola scrive al Tg1. Si pente anche Di Caterino

Giuseppe SetolaCASERTA. E’ il latitante della camorra più ricercato, accusato dei delitti più efferati del “gruppo di fuoco” del clan dei Casalesi. Ma Giuseppe Setola, improvvisamente, si è fatto vivo ieri al Tg1.

In una lettera inviata in redazione ha detto: “Sono quasi cieco e non sono un killer”.

Tg1 – La lettera di Setola

Un caso che ha scatenato forti polemiche nei confronti del Tg1 diretto da Gianni Riotta. “Il Giornale” scrive: “Abbiamo avuto paura di esserci sbagliati, perché quando sabato abbiamo deciso di pubblicare noi la lettera struggente di Giuseppe Setola, il boss latitante che invoca la cecità per giustificare la latitanza, non ci siamo riempiti il cuore di lacrime. Abbiamo pensato che era una notizia da dare, ovviamente. Ma da contrappuntare con i riscontri della cronaca, e da rintoccare con la campana di un’altra versione, quella degli inquirenti. Se il boss è diventato un nuovo Omero o un vate accecato, insomma, questo è accaduto dopo che sedici cadaveri sono caduti come foglie nel tempo della sua latitanza. Ebbene, pensavamo di aver fatto una cosa sensata: raccontare criticamente, e senza enfasi. Finché non abbiamo visto lo spot del Tg1 di Riotta”.

Intanto, dopo Oreste Spagnuolo decide di collaborare con la giustizia anche Emilio Di Caterino, arrestato nei giorni scorsi, in Umbria, dai carabinieri. 34 anni. 34 anni, detto “capa grossa” o “emiliotto”, con una moglie e tre figli di quattro, sei e nove anni, è un altro dei membri “eccellenti” del gruppo stragista, assieme allo stesso Spagnuolo e agli altri due arrestati Alessandro Cirillo (‘o Sergente) e Giovanni Letizia. All’appello, però, manca il capo, Giuseppe Setola, dal quale Di Caterino aveva deciso di allontanarsi facendosi fittare da alcuni parenti un appartamento a Terni, dove il 16 ottobre è stato preso dai militari del nucleo investigativo di Castello di Cisterna e del reparto territoriale di Aversa.

La Dda non si dice sorpresa: “È la solita strategia difensiva che sta mettendo in atto da anni”. Secondo quanto si apprende dall’Antimafia, già in passato, e già quando era in carcere, Setola ha sempre raccontato di avere problemi di vista. Ora “ci riprova”, dicono.

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