Gricignano

Il sindaco Andrea Lettieri si dimette

Andrea Lettieri GRICIGNANO. La crisi in seno alla maggioranza consiliare arriva al culmine: il sindaco Andrea Lettieri ha presentato le dimissioni dalla carica.

Nella tarda mattinata il primo cittadino, al secondo mandato consecutivo conseguito alle amministrative 2006 (dopo quello 2001-2006), ha protocollato il documento presso la casa comunale di Piazza Municipio. “Lascio la carica per motivi personali”, questa la stringata spiegazione della sua scelta, tuttavia le motivazioni precise saranno illustrate oggi pomeriggio in un comunicato stampa ufficiale che rilascerà l’assessore alle finanze Giacomo Di Ronza.

Secondo la normativa, il sindaco ha venti giorni di tempo, a partire da oggi, per ritirare le dimissioni, anche se indiscrezioni parlano di decisione “irrevocabile” da parte sua. Come avevamo scritto nei giorni scorsi, la coalizione guidata da Lettieri (che ricopre anche la carica di assessore provinciale ai lavori pubblici) sta affrontando una profonda crisi dopo le divergenze nate tra Lettieri e un gruppo di consiglieri di maggioranza riguardante gli interventi da adottare in merito a questioni delicate come la variante al Puc (ex Prg) e la cessione da parte del Comune della nuda proprietà delle cooperative in costruzione nella zona Us Navy (erroneamente definita finora “vendita del diritto di superficie”), poiché già acquisito dai concessionari dei lavori). Su quest’ultimo provvedimento le parti sarebbero in disaccordo poiché il sindaco vorrebbe accelerare la vendita della proprietà, in modo da rimpinguare le casse dell’Ente a fronte dei debiti (di cui sono vittime gran parte dei comuni dell’agro aversano, del casertano, della Campania e forse dell’Italia) e, dunque, del conseguente rischio di dissesto finanziario. Da parte loro, il gruppo di consiglieri chiede di “frenare” perché preoccupati delle eventuali ripercussioni che la vendita dei terreni potrebbe comportare sullo sviluppo a cui punta la variante al Puc.

Inoltre, sono sorte alcune polemiche sull’Istituto Comprensivo, appena istituito, che accorpa la scuola media, due sezioni delle elementari e due della materna. L’edificio di via D’Annunzio, sede del Comprensivo-ex scuola media, non riesce infatti ad ospitare tutti i corsi, tanto che alcune classi sono costrette a fare lezione nella sala mensa e nei corridoi. Una situazione assurda e che nessuno prevedeva, anche perché l’istituzione del Comprensivo e della Direzione Didattica era stata presentata in pompa magna nei mesi scorsi. I riflettori, inevitabilmente, si sono puntati sul delegato alla pubblica istruzione, Luigi Diretto, il quale, però, in una lettera inviata al sindaco e alla maggioranza (e pubblicata qui su Pupia integralmente), ha chiarito che “le colpe non sono attribuibili alla sua delega” (non specificando, però, i presunti responsabili) e chiesto di risolvere la carenza di aule attraverso la creazione di classi all’interno dell’ex edificio delle scuole elementari di via Aversa dove attualmente è collocato l’ufficio Anagrafe che verrebbe trasferito di nuovo nella casa comunale di Piazza Municipio.

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