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Castel Volturno, il sindaco sotto scorta

Francesco NuzzoCASTEL VOLTURNO. È caccia ai killer. Le forze dell´ordine stanno setacciando a tappeto l´agro aversano ed in particolare la zona tra Casal di Principe e San Cipriano d´Aversa.

Dopo l´uccisione di Stanislao Cantelli, pensionato di 60 anni, zio dei pentiti Luigi ed Alfonso Diana, domenica mattina nel centralissimo Corso Umberto I a Casal di Principe, gli investigatori ritengono che il commando di morte non sia nascosto molto lontano dal luogo dell´agguato.

Capi e gregari del clan hanno dimostrato di muoversi con grande facilità sul territorio, nonostante la presenza delle forze dell´ordine messe in campo per contrastare la camorra. Intanto sono stati intensificati i posti di blocco volanti da parte di squadre miste di militari della Folgore e di polizia e carabinieri tra Villa Literno e Castel Volturno, estesi fino ai confini con la provincia di Napoli.

Secondo gli inquirenti l´azione sanguinosa di domenica sarebbe opera del gruppo del latitante Giuseppe Setola. Duplice il messaggio. Per i pentiti: hanno tradito il clan e, dunque, vanno puniti. E poi per ribadire a tutti, affiliati e imprenditori costretti a pagare il pizzo che, nonostante gli arresti ed i sequestri di beni, il clan non è affatto morto.

Luigi Diana è stato braccio destro prima di Raffaele Bidognetti, detto “Cicciotto ?e mezzanotte”, e poi di Francesco Schiavone, detto “Sandokan”, e dunque conoscitore di importanti segreti del clan dei casalesi. Le sue dichiarazioni, con quelle del fratello Alfonso, hanno permesso l´identificazione di mandanti ed esecutori di numerosi omicidi e hanno offerto a polizia, carabinieri e Dda di Napoli elementi decisivi per l´emissione delle 107 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di affiliati o fiancheggiatori della cosca.

Ieri, intanto, il ministro dell´interno del governo ombra dell´Ulivo, Marco Minniti, è stato a Caserta, all´hotel Vanvitelli, per partecipare ad una manifestazione del Pd sull´emergenza criminale nel casertano, dopo aver incontrato il prefetto di Caserta con una delegazione dei vertici del partito. Minniti per prima cosa ha ribadito che Nicola Cosentino dovrebbe dimettersi dalla carica di sottosegretario all´economia dopo le dichiarazioni dei pentiti.


E poi ha riproposto tre questioni che già Walter Veltroni, nel giugno scorso, aveva avanzato nella sua visita in provincia di Caserta. Prima di tutto la stazione unica appaltante: «Concentrare gli appalti presso la prefettura di Caserta per togliere agli amministratori locali ogni possibilità di condizionamento».

La seconda: «Far diventare le misure adottate dal governo strutturali e non emergenziali».

Terza questione: «Quella della provincia di Caserta è una questione nazionale e non può essere affrontata solo dalle forze politiche locali». Intanto da ieri un altro sindaco è protetto dalle forze dell´ordine.

È il primo cittadino di Castel Volturno, Francesco Nuzzo, magistrato, che in questi giorni si è trovato al centro delle tensioni avvenute in quel comune dopo la strage dei neri del 18 settembre scorso da parte della camorra. «La camorra – ha rivelato Nuzzo – ha minacciato un assessore comunale e io stesso ho ricevuto minacce indirette. Questo è avvenuto non prima, ma contemporaneamente all´arrivo dell´esercito sul litorale domiziano. L´intervento dell´esercito va bene, ma non risolve i problemi che qui sono drammatici». A Nuzzo è giunta la solidarietà di Bassolino.

«Insieme all´azione dello Stato, è assolutamente necessario che le istituzioni centrali e locali si mobilitino per migliorare la qualità della convivenza civile nel casertano, potenziando gli investimenti e i servizi offerti a tutti i cittadini», ha detto il governatore della Campania.
La Repubblica (Raffaele Sardo)
Minacce a sindaco e vicesindaco di Castelvolturno, scatta la tutela. Nel mirino anche un altro ente
Sale l’offensiva della criminalità organizzata nei confronti delle amministrazioni comunali. E sale anche l’attenzione degli inquirenti e delle forze dell’ordine su quanto avviene in alcune aree del Casertano. L’ultimo episodio a Castelvolturno dove il sindaco Francesco Nuzzo ha subito minacce e dove intimidazioni da parte di ambienti legati alla criminalità organizzata sarebbero state portate anche all’attuale vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Lorenzo Marcello. Per entrambi sono state adottate misure di tutela mentre il caso è stato discusso anche ieri in sede di comitato per l’ordine pubblico e sicurezza. Fra le ipotesi le mire dei clan sui grandi appalti sul litorale Domizio (il porto turistico, il nuovo insediamento residenziale, le infrastrutture sanitarie) e gli investimenti previsti dall’accordo di programma con governo e Regione: una torta da non meno di 800 milioni di euro in gran parte capitale privato. Ma sul tavolo degli investigatori anche il dossier relativo a un’altra situazione considerata ad alto rischio, relativa a intimidazioni, minacce e pressioni della criminalità organizzata sugli organi elettivi in un altro comune, questa volta dell’area aversana. «La camorra ha minacciato un assessore comunale di Castelvolturno, e io stesso ho ricevuto, anche se indirettamente, minacce – dice Nuzzo – La cosa più grave è che questo è accaduto non prima, ma contemporaneamente all’arrivo dell’Esercito sul litorale domiziano, segno questo che qui il livello di sfida è altissimo. L’attacco della criminalità organizzata continua e negli ultimi giorni abbiamo dovuto subire intimidazioni, fronteggiare il disagio sociale dei cittadini, che sono venuti in Comune ad aggredire consiglieri, e la protesta dei commercianti contro l’enorme numero di immigrati clandestini». Accertamenti anche su quanto avvenuto lo scorso 3 ottobre «quando – racconta ancora Nuzzo – un consigliere comunale di maggioranza è stato aggredito e colpito con sputi in Comune dai componenti di un nucleo familiare che aveva ricevuto l’intimazione di sfratto da un alloggio occupato abusivamente. Qualche giorno prima quattro ragazze madri, che non hanno ricevuto l’assegno mensile, mi hanno aggredito verbalmente. La pressione dei disoccupati e delle altre frange del disagio sociale è molto forte, e la presenza incontrollata di immigrati rischia di fare esplodere la situazione. Il ministro Maroni ha detto in Parlamento che sono in numero pari ai residenti, cioè 25 mila, io dico almeno 15 mila e Castelvolturno non può tollerare questa pressione, che crea una situazione di emergenza permanente di ordine pubblico e di degrado delle condizioni igieniche e sanitarie». Proteste, pressioni, spazzatura. «I rifiuti a Castelvolturno per le strade non c’erano – aggiunge ancora il sindaco – Poi c’è stata la protesta degli addetti alla raccolta: così l’esasperazione aumenta. Ho scritto al sottosegretario Bertolaso, sto aspettando una risposta. L’intervento dell’Esercito va bene – conclude il sindaco – ma non risolve problemi che qui sono drammatici. Castelvolturno non ha i mezzi per fare fronte ad una vera e propria emergenza sociale. Lo Stato e la Regione Campania debbono intervenire. E il vescovo Nogaro, cui vanno riconosciuti meriti per l’impegno sociale, non può accusare indistintamente tutta la classe politica. Qui ci sono alcuni amministratori che rischiano la vita». Solidarietà a Nuzzo da parte di Fabio Sturani, sindaco di Ancona e vicepresidente dell’Anci e dal presidente della Regione Antonio Bassolino che ha sentito Nuzzo al telefono. Intanto si intensificano le azioni mirate nell’ambito del piano di controllo e prevenzione varato dal governo: 1700 persone controllate nelle ultime 48 ore, 18 mila dal 22 settembre al 5 ottobre, 3200 veicoli controllati, 1093 persone denunciate, 70 arresti.
Il Mattino (LORENZO CALÒ)

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