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Asl, ricerca su “Migranti e Salute Mentale”

 CASTELVOLTURNO. La cronaca delle ultime settimane ha riportato l’attenzione sul territorio di Castel Volturno, lamentando spesso la supposta assenza delle istituzioni.

In realtà dai dati riportati nella ricerca del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Ce/2 proprio su questo territorio e pubblicata nel libro: “Ingombranti Inesistenti Presenze – Migranti e Salute Mentale”, risulta che sul piano sanitario gli interventi e le risposte attuate sono rilevanti e costanti con una corposa presenza dei servizi territoriali ed ospedalieri dell’Azienda, anche in collaborazione e continuità con le associazioni presenti in zona. Il volume a cura di Giuseppe Ortano, Arturo Letizia e Savino Compagnone, presentato lo scorso giugno nel corso del convegno “Migranti e salute mentale” ed ora pubblicato sul sito dell’Asl: www.aslcaserta2.it, approfondisce i diversi aspetti della realtà dei popoli migranti presenti nel territorio del Comune, racconta delle risposte messe in campo e analizza le possibili risposte future per intervenire in modo appropriato sul loro benessere.

“La novità del lavoro curato da Ortano e Letizia – afferma Tiziana Celani, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Caserta2 – sta nell’alternanza di voci espresse in forma dialogica di immigrati e di operatori del sociale che lavorano sul campo. Quindi voci di dentro”. Gli stessi autori, Giuseppe Ortano (psichiatra) e Arturo Letizia (psicologo e psicoterapeuta), nella presentazione affermano che l’attività svolta dal Dipartimento di Salute Mentale nel territorio di Castel Volturno in sinergia con le compagini sociali presenti, ha portato alla costituzione dell’Osservatorio Salute Mentale Migranti che, a tutt’oggi, rappresenta il passaggio propedeutico per approfondire la conoscenza del fenomeno relativo alle problematiche psicologiche, al disagio di ordine psico-sociale, agli specifici sintomi di malattia mentale della popolazione migrante, che risulta solo parzialmente conosciuto. “E’ necessario tenere in conto che il contesto a cui ci riferiamo è caratterizzato da diversità profonde e presenta come caratteristiche dominanti una notevole dispersività e diffusi fenomeni di frammentazione, generati da elementi storici e geografici fortemente vincolanti. Ci riferiamo a identità, culture, luoghi a volte difficilmente compatibili, accomunati da un’appartenenza spesso provvisoria da cui difficilmente possono scaturire processi di integrazione”.

Tuttavia gli autori tendono a sottolineare il ruolo determinante nella costituzione di una rete di solidarietà svolto dalle Associazioni di Volontariato e da presenze ben consolidate nel territorio come la Caritas e la Chiesa. Essi infatti affermano che nonostante la disgregazione sociale “esiste tra le compagini sociali ed altri settori della comunità una spinta verso la costituzione di una rete che funga da tessuto connettivo: è un processo in corso di cui siamo testimoni e che intendiamo rendere visibile. Anche questo è lo scopo del nostro lavoro nella fase attuale”. I dati raccolti e le esperienze che vengono riportate nel volume danno un’idea molto realistica di un contesto di vita “che non può essere sottovalutato né ignorato”. Come dimostrano le notizie più recenti di cronaca il territorio di Castel Volturno è una realtà che nel bene e nel male “non può essere assimilata ad altre” e, proprio per questa sua peculiarità, “necessita di programmi ed interventi urgenti e mirati”.

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