Caserta

Dimezzati posti letto in Cardiochirurgia, duro attacco di Nogaro

Raffaele Nogaro CASERTA. In una lettera pastorale, il vescovo di Caserta Raffaele Nogaro bacchetta la politica sanitaria in Campania.

Quest’estate durante un ritorno fugace nella mia terra nativa, con piacevole sorpresa, un amichevole interlocutore lodava un’eccellenza sanitaria della mia Diocesi: quella della Cardiochirurgia dell’azienda sanitariaSant’Anna e San Sebastiano di Caserta.

Avevo già personalmente avuto modo di rendermi conto dell’efficienza di questa presenza e, con non poca gioia,ho registratoquel riconoscimento di merito evidenziato anche in un luogo così lontano dalla mia terra casertana.

Oggi registro, con inesprimibile stupore, che da mercoledi scorso, tale struttura ha visto ridurre i propri posti letto della metà: da 15 ad 8.

La programmazione sanitaria campana, dal 2005,colpisce, indistintamente, tutti i reparti e i servizi sanitari nonché quelli sociali di tutta la Terra di Lavoro e, cosa più colpevole, lo fa riducendo i finanziamenti a pioggia per tutti e penalizzando, così, anche quelle strutture che devono svolgere un ruolo guida e di riferimento provinciale.

Non lo fa razionalizzando l’offerta sanitaria, ma solo nella cruda logica di unpiano di rientro dal disavanzo sanitario dove, ragioneristicamente, la fa da padrona la logica della “scure” indiscriminata.

Cosicché si favoriscono disuguaglianze inaccettabili come quelle con Napoli che continua ad essere privilegiata per presenza di strutture a scapito dell’autosufficienza territoriale della altre province per i cui cittadini si realizza un walfare sempre meno inclusivo e incapace di tutelare e promuoverne i diritti, in primis quello alla protezione della salute.

La lotta allo spreco indiscriminata diventa, in tal modo, la lotta ai diritti dei cittadini e diventa anche improduttiva perché davanti all’ansia di difendere la propria salute, in specie nei casi più drammatici, ogni cittadino ha il diritto di fare scelte che lo porteranno in strutture extraregionalila cui spesa, alla fine, cadrà sul bilancio regionale, aggravandolo di più ma realizzando, di contro, anche il calvario, i disagi, i patimenti dei pazienti e deiloro familiari.

Ancora una volta i signori del potere fanno scelte dimenticando di mettere al centrola persona nella sua inviolabile dignità e questo diventa più delittuoso quando quella stessa persona, qui da noi,è colpitanella salute più che altrove, per i guasti dei rifiuti tossici e non, delle cave incontrollate e devastate e dell’ambiente degradato, guasti che richiederebbero maggior protezione sanitaria e non abolizione di eccellenze o presidi validi.

Per le emergenze mediche e chirurgiche, che nessun piano di rientro può programmare, ritorneranno le invereconde barelle nei pronto soccorsi e nelle corsie.

Ho sempre vissutouna Chiesa che sapesse incontrare l’uomo in modo speciale nel cammino della sofferenza.

Una Chiesa che sapesse essere prossimità al malato, nel corpo e nello spirito e per questo ho sempre auspicato una pastorale della nostra comunità fondata sulla centralità dell’uomo bisognoso. In suo nome invoco, oggi, la salvaguardia dei posti letto di Cardiochirurgia, così efficiente ed indispensabile per le richieste ed i bisogni effettivi delle nostre realtà territoriali.

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