Casal di Principe - San Cipriano - Casapesenna

Rispuntano i nomi dei politici «Intermediari per gli appalti»

Nicola CosentinoCASAL DI PRINCIPE. Torna il rapporto tra clan e politica, il presunto collegamento tra interessi criminali e malavita organizzata. Dal provvedimento cautelare firmato dal gip Alberto Capuano emerge di nuovo il nome di Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia, leader del partito della Libertà in Campania, in quota Forza Italia.

Raffaele LetiziaA distanza di quindici giorni dalle dichiarazioni del pentito Gaetano Vassallo, il nome di Cosentino torna in un provvedimento giudiziario. Non è indagato, è bene chiarirlo, ma il sottosegretario del governo Berlusconi viene tirato in ballo da alcune accuse che portano la firma di un collaboratore di giustizia, l’ex affiliato ai casalesi Michele Froncillo, nell’interrogatorio reso il 4 febbraio del 2008. Il pentito cita Cosentino e altri politici (il deputato Pdl Gennaro Coronella e il consigliere regionale Pd Nicola Caputo) per spiegare in che modo venivano controllati dal clan appalti e commesse pubbliche. Ecco, in particolare, cosa sostiene il pentito: «Conosco Raffaele Letizia, detto Lello, che era ed è esponente apicale del clan dei Casalesi. Lo stesso Letizia ha rapporti con i politici come Coronella, Nicola Cosentino, Nicola Caputo, come vi ho riferito in precedente verbali; i contatti erano finalizzati a vincere le gare di importanti opere pubbliche». Accuse che il gip non esclude dal provvedimento cautelare, ma che non spingono gli inquirenti ad indagare Cosentino. Il sottosegretario, dal canto suo, non entra nel merito della vicenda e in una nota plaude all’operazione di polizia: «Lo Stato sta reagendo alla sfida di criminali senza scrupoli». Altra cosa rispetto all’inchiesta ancora in corso sul rapporto tra clan, politici e imprenditori nel campo dei rifiuti: qui Cosentino è indagato per corruzione. Il pentito Vassallo lo accusa di aver intascato tangenti da Sergio Orsi, imprenditore del consorzio Eco 4. Vicenda smentita dallo stesso Sergio Orsi, unico possibile teste delle accuse di Vassallo. Ma nel provvedimento a carico dei cento arrestati, c’è anche un altro passaggio che riguarda la politica nazionale. È un’accusa che risale a dieci anni fa e porta la firma del pentito Domenico Frascogna, che parla di Mario Natale, l’avvocato «faccia pulita» del clan: «Il Natale svolgeva questo suo compito unitamente ad un politico originario ed abitante a Casal di Principe. Non ricordo il nome di questo politico ma so che viene soprannominato ’o americano e che svolge l’attività imprenditoriale nel campo del gas Gpl. Questo politico non opera a livello locale di Casal di Principe ma ad un livello superiore».

Il Mattino

Nel ’93 rivelazioni anche su Scotti

Vincenzo ScottiSpunta anche il nome di Vincenzo Scotti, oggi sottosegretario agli Esteri, ex uomo di punta della Dc, nelle dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone. Che il 17 novembre del 1993 sosteneva: «Ho avuto anche un rapporto personale e diretto con l’onorevole Vincenzo Scotti fin dal 1972. Lo conobbi per il tramite dell’avvocato Mario Natale e il fratello di questi Vincenzo… Io ho profuso notevole impegno elettorale in favore dell’onorevole Scotti nel corso di campagne elettorali…»

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