Casal di Principe - San Cipriano - Casapesenna

Mario Natale parla e si difende «Non sono io il padrone del Bingo»

Mario NataleCASAL DI PRINCIPE. L’interrogatorio nel carcere di Carinola di Mario Natale (uno dei colletti bianchi finiti nell’inchiesta della Dda denominata «Spartacus 3», nella quale è indagato anche il figlio Enrico Maria, consigliere azzurro a Casal di Principe), ….

Natale Massimiliano…. le dimissioni del fratello Enzo (Pd) da componente del direttivo dell’Area Sviluppo Industriale di Caserta e quelle del figlio di quest’ultimo, Massimiliano (estraneo all’inchiesta, va precisato) assessore a Santa Maria Capua Vetere, hanno dato alla giornata di ieri un taglio politico-giudiziario. Provato, ma deciso nelle risposte, Mario Natale (arrestato per associazione a delinquere di stampo camorristico e soltanto indagato per due tentativi di estorsione), ha chiarito al gip Paola Piccirillo e alla presenza dei suoi legali – gli avvocati Alessandro Diana e Vittorio Giaquinto – la sua estraneità alle accuse mosse dalla procura antimafia. In particolare, quelle formalizzate dopo le dichiarazioni dei pentiti Luigi Diana e Michele Froncillo. Sulle accuse del primo, Natale ha spiegato – riservandosi di produrre la documentazione necessaria – che il tabacchificio di Pignataro Maggiore indicato dal pentito di proprietà occulta del clan del Casalesi e gestito da Natale, fu acquistato regolarmente da una famiglia di imprenditori di Arezzo e subì un incendio nel 1997. Sulle accuse di Froncillo, che indica Mario Natale come proprietario della sala Bingo di Santa Maria Capua Vetere, l’imprenditore-avvocato avrebbe precisato che appartiene – come si evince peraltro dai sequestri eseguiti nel giorno dell’arresto – alla famiglia del fratello Enzo. Quest’ultimo, accusato di interposizione fittizia di beni e assistito dall’avvocato Giuseppe Stellato, sarebbe già pronto a dimostrare (con atti di acquisto e finanziamenti) Enrico Maria Natalela regolare nascita del centro scommesse. Nel giorno degli interrogatori, un comunicato stampa ha annunciato che «il vicepresidente dell’Asi di Caserta, Vincenzo Natale, in attesa di un chiarimento definitivo della sua posizione e nell’esprimere la più incondizionata fiducia nell’operato della magistratura, si è autosospeso da componente del comitato direttivo del consorzio Asi-Caserta». Da Santa Maria Capua Vetere, dove ricopriva fino a ieri le funzioni di assessore alla Polizia Municipale, sono arrivate le dimissioni di Massimiliano Natale (non coinvolto nell’inchiesta), figlio di Enzo, dettate da motivi di opportunità. Le deleghe di Natale (Pd) resteranno nelle mani del sindaco Giancarlo Giudicianni e l’attività amministrativa, recita un comunicato «procederà regolarmente per portare a termine i tanti progetti a cui Natale stava lavorando». «La decisione di Massimiliano – ha detto il primo cittadino Giancarlo Giudicianni – è stata apprezzata da tutti i consiglieri di maggioranza. Era un atto dovuto in un momento particolarmente difficile per le forze sane del nostro paese e in particolare per i nostri corregionali». Mario Natale, assieme al fratello Enzo, tra i fondatori del Pd campano, è stato ex presidente dell’Albanova Calcio (secondo i giudici il giocattolo della famiglia Schiavone agli inizi degli anni Novanta), patron del Gladiator sammaritano, azionista, attraverso moglie, figli e nipoti, di tabacchifici, aziende agricole, bar, ristoranti, caseifici, allevamenti di bufale. Deteneva anche quote del consorzio Talenti e risulta proprietario, per esempio, della Mindo Tabacchi.

Il Mattino (BIAGIO SALVATI)

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