Carinaro

Impreco e Volturno Nord nelle mani dei clan

ImprecoCARINARO. Il Consorzio Sviluppo Volturno Nord (organismo sovracomunale con sede a Capua che inglobava diversi enti e istituzioni al suo interno oltre una zona dell’area Asi) e il Consorzio Impreco (polo calzaturiero e dell’abbigliamento che raccoglie una cinquantina di aziende nell’area tra Gricignano e Carinaro),

così come le società capofila per la realizzazione della Ferrovia Alifana, sarebbero finiti nel mirino di esponenti del clan dei Casalesi resisi autori di estorsioni e tentate estorsioni. È quanto raccontano alcuni pentiti nell’inchiesta «Spartacus 3» le cui dichiarazioni sono finite negli atti investigativi della Dda. Tra questi, un’accusa di concorso in tentata estorsione ai danni del Consorzio sviluppo «Volturno Nord» di Capua che riguarda Mario Natale, l’avvocato e imprenditore di Casal di Principe che, tramite il fratello Enzo (noto esponente del Pd, Enzo, sospeso ieri dal partito e la cui difesa è pronta a dimostrare l’estraneità) sarebbe stato contattato quale interfaccia dei Casalesi autori delle richieste estorsive. Nell’ordinanza figurano alcune intercettazioni ambientali fra Mario Natale e l’amministratore del Consorzio Sviluppo Volturno Nord, Arrafaine Araia registrate a distanza di alcuni mesi da un raid estorsivo avvenuto nel giugno del 2001. Per questa vicenda, alcuni anni dopo, furono arrestate otto persone con l’accusa di due tentate estorsioni. In quell’occasione Arrafaine sarebbe stato colpito con due schiaffi e intimato a «mettersi d’accordo con gli quelli di Casale per l’operazione su Santa Maria la Fossa» e a «passare per Grazzanise, prima di rivolgersi a Casale». L’operazione, un’apertura di cantieri mai avvenuta, riguardava un’attività che stava svolgendo il Volturno Nord su un’area dichiarata nociva secondo il Prg del Comune di Santa Maria la Fossa sulla base di sollecitazioni pervenute dal Commissario Rifiuti (all’epoca Bassolino) per l’insediamento di un impianto di termovalorizzazione da parte della Fisia, società che gestisce gli impianti Cdr. Richieste estorsive cadute nel nulla anche perché la società Sviluppo Volturno Nord non aveva nessuna correlazione con l’attività imprenditoriale e quindi non partecipava alle scelte riguardanti gli appalti. Un altro episodio riguardò la gambizzazione di un professore dell’istituto Conti di Aversa (ora presso la biblioteca di un istituto scolastico di Gricignano) il quale, come ingegnere, stava progettando un impianto sportivo a Pignataro Maggiore. A riferire su presunte collusioni tra Natale e il clan è anche il collaboratore di giustizia marcianisano Michele Froncillo che, a sua volta, informa la Dda di notizie apprese da un esponente della cosca. «Carlino Del Vecchio – afferma Froncillo – mi ha parlato di Natale con riferimento alla gestione del Bingo da parte di quest’ultimo per conto dei casalesi. Il Bingo si trova a Santa Maria Capua Vetere vicino alla caserma dei Carabinieri. Del Vecchio mi diceva che era nella disponibilità dei casalesi, attraverso l’avvocato Natale e altri suoi parenti. Anche Ferdinando Del Gaudio mi ha confermato tale circostanza». Tra i destinatari di estorsioni (indagati soltanto Vincenzo Schiavone e Nicola Panaro) – emerge dagli atti – anche una grossa società di trasporti (la Catras, di Aniello Caturano di Maddaloni operante nella ex Vavid di Pignataro) e gli imprenditori Sergio e Michele Orsi (quest’ultimo ucciso alcuni mesi fa) costretti a versare 300 mila euro.

Il Mattino (BIAGIO SALVATI)

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