Campania

Alife, Ginocchio si schiera contro al riforma Gelmini

Agnese Ginocchio ALIFE (Caserta). In merito a quanto sta accadendo nel mondo della scuola arriva il messaggio dell’Ambasciatrice internazionale per la Pace Agnese Ginocchio che invita la società civile alla mobilitazione, a schierarsi contro la riforma Gelmini e sostenere le lotte degli studenti.

Ecco il testo del messaggio di Ginocchio (nella foto, autore Andrea Pioltini)

“Anzichè apporre dei tagli alle scuole per risolvere i problemi economici, perché piuttosto il nostro governo non pensa ad apporre dei tagli agli ingenti stipendi che ogni politico percepisce, a partire dalla sua eminentissima persona? Chi troppo e chi nulla. Dove sta la giustizia? Dove il rispetto delle regole? Dove dunque il valore della Democrazia che significa difesa del popolo? Dove dunque il rispetto della Legalità in uno stato che per primo dovrebbe dare l’esempio di civilità, ma che invece si comporta esattamente al contrario? Che tristezza! Davvero questo é il governo che ci aspettavamo? Leggi che ogni mattina ci vengono dettate dal trono degli affari, senza darci la possibilità di dialogare per trovare una giusta soluzione, il nostro non é uno stato democratico, bensì uno stato che si sta riducendo in dittatura.

Quando si decide di imporre leggi, quando cioé non c’é libertà, ne rispetto per il prossimo specie per le fasce più deboli, quando agli interessi per il bene della collettività si antepongono i propri rendiconti personali salvaguardando cioé le proprie tasche e la propria posizione, allora significa che non c’é da aspettarsi nulla di buono. Il nostro dunque non é uno Stato libero ma una Stato schiavo. Vedete: il papa Giovanni Paolo II qualche anno prima che morisse di fronte alla guerra che minacciava l’umanità e allo scandalo dei potenti che non intervenivano ( o se lo facevano era solamente per una manovra apparente) per porre fine una volta per tutte alle ingiustizie disse: “Dio é nel silenzio“! Intendeva dire cioé che quell’ atteggiamento di silenzio, rappresentava la denuncia, ovvero l’indignazione di Dio per gli scandali del male materializzato nelle menti dei potenti di questo mondo. Infatti quando non si ha più il coraggio di ascoltare la voce della coscienza ed opprimerla agli interessi di potere, allora per l’uomo non c’é più via di scampo perché con le sue azioni scellerate non permette a Dio di entrare nella sua vita (alias nella vita della comunità ) e di cambiarla.

Urge dunque un sussulto di coscienza! La prima cosa che il politico dovrebbe fare, di destra o di sinistra che sia, non é quella di mettersi ad attaccare o di puntare il dito sull’altro, bensì di scendere a tavolino e dialogare per trovare una giusta soluzione che sia in grado di soddisfare e di salvaguardare ‘in primis’ gli interessi della collettività. Sì, perché alla fine con tutte queste riforme sarà sempre e solo la società civile ad essere penalizzata e a pagarne i danni. Che senso ha chiudere le scuole di montagna e di costringere quei poveri ragazzi a farli spostare da un luogo ad un altro solo perché nella loro scuola non si riesce a coprire un numero sufficiente di alunni? Ma lo scopo della scuola non era quello di tendere alla formazione, all’educazione, all’istruzione e alla formazione dell’alunno e quindi di non distruggere quei diritti fondamentali come invece ora con la riforma Gelmini-Tremonti si appresta a mettere in atto? Ma le leggi non avevano ‘una volta’ lo scopo di servire e di tutelare gli interessi del cittadino? Costringere i ragazzi a farli spostare da un luogo ad un altro significa togliere loro anche la serenità ed il diritto di studiare liberamente, di sentirsi cioè uguali e non inferiori agli altri solo perché provenienti da piccole realtà comunitarie. L’Alto casertano-Matesino é costituito da tanti comuni di montagna. Segregarli e accorparli ad altri comuni significa cancellare l’identità di queste singole comunità territoriali di montagna, che sono parte e cultura della nostra storia. Segregateli e cancellateli tutti e alla fine vedremo cosa succederà!

Bene ha fatto il presidente del consiglio della Comunità montana del Matese, Marco Fusco, a lanciare l’allarme. Anch’io mi associo alla sua preoccupazione e lo dico a maggior ragione proprio perché ne ho già fatto esperienza. Mi é capitato nelle mie tappe per la Pace essere ospite in località di comuni di montagna. Le manifestazioni si svolgevano sempre dentro strutture scolastiche, prive però di alunni. Chiedendo alle amministrazioni locali il perché mi fu risposto che a causa del numero inferiore delle classi, furono costretti a farli spostare nei comuni limitrofi. Provai una grande tristezza nel cuore, perché avvertii la netta sensazione della morte di una civiltà e di una storia. Ora dunque mi chiedo: Cosa sta succedendo? Dove andremo a finire? Questo governo con le sue azioni antidemocratiche e calcoli perversi non fa altro che scandalizzare l’intera comunità. La manovra dell’attuale governo è molto pericolosa, molti l’hanno intuito da tempo: sfaldare la possibilità di crescita culturale di uno Stato significa mettere in atto un piano da golpe. Il nostro governo vuole risolvere i problemi economici? Bene, cominci, come ho detto all’inizio di questa mia, ad apportare dei tagli al suo stipendio e a quello dei politici che lo circondano, a condurre quindi uno stile di vita più sobrio e solidale e vedremo come cambierà la situazione economica e come non si risolveranno tanti problemi in Italia. Cominci lui per primo a fare un cambio di rotta e a dare l’esempio di civiltà, piuttosto che trovare continue manore per stravolgere l’equilibrio della comunità e peggio ancora del mondo della scuola.

Non posso tacere di fronte a quest’ennesimo attacco alla Libertà, nel nome della Pace e per quello che rappresento ho il sacrosanto dovere di parlare, di alzare la ‘voce’, ma soprattutto perché dopo averci riflettuto l’ho sentito come un dovere di coscienza. L’impegno per la Pace è strettamente legato a quello per una scuola che sappia essere per tutti luogo di crescita, confronto e maturazione, con l’obiettivo di formare cittadini critici e responsabili. Si ricordi perciò l’attualità del messaggio di don Lorenzo Milani. Si ricordi il significato della nostra carta costituzionale, le conquiste democratiche sulle quali bisogna attentamente vigilare.

Occorre dunque un sussulto di coscienza. L’educazione alla Pace é la vera educazione civica del futuro. Bisogna contrastare la cultura dell’ignoranza che genera omertà e mafia. Pertanto il mio invito che rivolgo amichevolmente a politici e società civile tutta a scendere in piazza e mobilitarsi per protestare in massa contro quest’ennesimo attacco alla libertà, contro questa riforma che se passerà distruggerà i connotati della scuola e della nostra storia italiana. Pieno sostegno dunque alle lotte degli studenti, del corpo docenti della scuola e dei sindacati che in queste ore stanno svolgendo azioni di protesta e manifestando per la difesa dei loro diritti fondamentali”.

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