Aversa

Documento dei Cinque, associazioni: “Combattiamo il degrado”

Porta NapoliAVERSA. “Noi diciamo ai nostri figli: andate via, ma noi restiamo per combattere contro il degrado, la cattiva politica, la malavita organizzata”.

Questo, in estrema sintesi, l’appello che viene da una serie di associazioni cittadine (Comitato “Ambiente e Salute” – nata all’indomani dell’emergenza rifiuti di dicembre scorso – Wwf sezione di Aversa, Legambiente sezione di Aversa, Associazione “Ognuno è una risorsa”. Associazione “I senza voce”, U.I.C. Unione Italiana Ciechi – sezione di Aversa, Coadis Coordinamento disabili – Aversa, Arci Caserta, Associazione Omnia onlus) per il “risveglio delle coscienze” sulla scia dell’ormai famoso “documento dei cinque” che invitavano la società civile ad impegnarsi per il riscatto dell’agro aversano.

Per i firmatari: “Il grado di brutalità raggiunto dal degrado della città e di tutto il territorio, ci costringe tutti a sperare per i nostri figli un futuro lontano da questa terra disgraziata”. Ma, nello stesso tempo: “I politici amministratori dirigenti che governano la nostra città, la nostra provincia, la nostra regione, sappiano che: noi restiamo, ma per combattere. La nostra umana dignità non ci consente di rimanere inerti difronte alla diffusa disaffezione per il bene pubblico, di fronte ai cumuli di rifiuti che le ‘alte strategie programmatorie’ spostano ora qua e ora là senza avviare seri processi di ridefinizione dell’intero ciclo puntando decisamente su una raccolta differenziata che ci veda tutti responsabilmente impegnati senza deleghe. E quando i cumuli sono momentaneamente rimossi – tutti sanno che poi riappariranno – resta la sozzura ormai endemica delle nostre strade, dei nostri marciapiedi, del parco, delle piste ciclabili, delle piazze davanti alle scuole dei nostri figli”.

Da questo quadro desolante l’intento-appello alle coscienze civili: “Dunque, la nostra dignità consisterà nel lavorare perché sia ancora possibile immettere una cifra di qualità nell’ambiente fisico e umano che ci circonda, pur sapendo che ogni processo di emancipazione sarà possibile soltanto quando saremo usciti tutti dall’indifferenza e quando le scelte politiche saranno obbligate a riflettere i bisogni della collettività che saremo riusciti ad esprimere”.

A questo punto auspichiamo la creazione di un vero e proprio “forum”. Da operatori della comunicazione non possiamo che metterci a disposizione per un intento così alto. Si faccia avanti chi ha possibilità e volontà di operare. Si promuovano incontri, riunioni, dibattiti, ma si inizi a fare sul serio, prima che il malato, già in coma, non ci lasci definitivamente.

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