Aversa

Cannavale: “Pochi grossi affaristi e molti ladri di galline”

Pino CannavaleAVERSA. Una politica aversana da rifondare totalmente ripartendo, perché no, anche da qualche regola aurea tipica della prima Repubblica ed ormai smarrita.

A esprimere i suoi rilievi circa l’andazzo che vede la politica cittadina impantanata ormai da svariati mesi èPino Cannavale. Il militante di destra, in passato consigliere comunale, in un’intervista rilasciata a Pupia scandaglia i vizi e i limiti della classe politica attuale, indicando nel contempo la strada per un rilancio della cittadina normanna.

Cannavale, il secondo mandato targato Ciaramella pare non sia partito col piede giusto. L’amministrazione denuncia uno stato di immobilismo al di là del cambio di giunta che c’è stato. Quali sono, a suo giudizio, i motivi alla base delle difficoltà politiche che appaiono ingessare questo centrodestra? La questione è semplice. Negli ultimi anni c’è stato qualcuno che è stato più intelligente dei partiti. Qualcuno che è riuscito ad ingabbiare quelli che pensavano di essere i politici di razza della città di Aversa. Mentre io sono arrivato a pensare che ad Aversa i politici di razza non esistono. Siamo andati a chiedere aiuto vergognosamente ai presunti politici dei paesi limitrofi. La capacità di fare politica ad Aversa pare si sia smarrita.

Ma, in particolare, quali sono le dinamiche che hanno condotto la classe politica aversana ad una situazione, a suo dire, di subalternità e di limitatezza? Quali sono, in buona sostanza, le ragioni per cui la politica aversana stenta decollare? La politica aversana stenta a decollare perché i partiti sono andati a finire in mano persone che non hanno esperienza. Quell’esperienza che una volta veniva fatta sul campo. Pensiamo alla tanto bistrattata prima Repubblica, a mio parere molto più decente di questa seconda Repubblica. In questa fase stiamo assistendo ad un vero e proprio assalto alla diligenza e quello che più mi fa male e mi preoccupa è che l’assalto alla diligenza l’hanno fatto i giovani. Quei giovani che in teoria avrebbero dovuto portare il rinnovamento in politica, mentre hanno prodotto soltanto imbarbarimento, affarismo e personalismi.

Allora, allo stato attuale, possibilità di riscatto per la politica cittadina non ve ne sono? Attendo l’operato della prossima giunta. In senso più ampio, però, credo che le parti sane di Aversa debbano svegliarsi per dare un contributo che possa far fare un salto di qualità alla vivibilità cittadina. Una vivibilità oggi prossima allo zero.

Quindi lei auspica più in generale un ricambio di fondo? Sì. E’ ora che si finisca di concepire la politica come mezzo esclusivo per il conseguimento di vantaggi personali. Occorre spirito di servizio. Il servizio, invece, che i nostri politici hanno prodotto per Aversa lo abbiamo sotto gli occhi. Iniziamo dall’emergenza rifiuti che ad Aversa si è sentita più che in altre zone. E che dire dei lavori pubblici? Avviati per migliorare l’aspetto e la funzionalità della città si sono interrotti e bloccati più volte, complicando la quotidianità dell’aversano. In tal senso basta ricordare il parco Pozzi e piazza Mazzini. Spesso poi nel fare le cose si pensa al superfluo come a porre quella barra d’acciaio davanti al parco trascurando poi gli aspetti importanti della sua riqualificazione.

Aversa, quindi, dal suo punto di vista cosa meriterebbe e cosa invece non ha? Aversa meriterebbe maggiore attenzione e sensibilità da parte di chi l’amministra. A qualcuno è convenuto e conviene questo stato di cose. In particolare a quei tre-quattro personaggi che hanno gestito i grandi affari, mentre si lasciava ai semplici soldati le piccole e medie razzie. A qualcuno serviva lo stipendiuccio ad altri, invece, il grosso affare. Pochi grossi affaristi e molti ladri di galline.

Una denuncia impietosa e severa la sua. In effetti, sono diverse le problematiche che investono negativamente la città. Una di queste è data dalla crisi del commercio cittadino. A più riprese si sono sollevate lagnanze da parte dei commercianti i quali denunciano, attraverso i rappresentanti di categoria, assenza dei servizi, oltre allo spauracchio di questo centro commerciale che tanto agita i sonni degli operatori del settore. Qual’è la sua posizione a riguardo? I rappresentanti di categoria dovrebbero fare i rappresentanti di categoria sia quando c’è bel tempo sia quando c’è il cattivo tempo. Io ho visto da parte loro dei cambiamenti di posizione molto netti in virtù degli appoggi diciamo così e delle promesse particolari, licenze commerciali, edilizie e quant’altro, che la politica concedeva loro o meno. La rappresentanza deve escludere il vantaggio personale. Molti approfittano delle loro cariche per avere vantaggi personali.

Preso atto delle sue valutazioni, forse, parlare di ricette può apparire semplicistico; ma Pino Cannavale una sua ricetta per il rilancio politico culturale di Aversa ce l’ha? Gli aversani, in particolare quelle persone che sanno solo lamentarsi, quando hanno l’arma del voto nelle loro mani cadono sempre nella trappola di quei personaggi che promettono vantaggi di tipo personale nella speranza di ottenere il posticino per il figlio, la licenza edilizia, ecc.. Quindi, più che una ricetta ho la speranza che cittadini sani sappiano riflettere meglio in futuro nell’individuare chi li dovrà rappresentare e soprattutto dovrà garantirgli un’ Aversa migliore.

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