Santa Maria C. V. - San Tammaro

Iacp, Di Rienzo scrive a Giudicianni e a Troianiello

SANTA MARIA CAPUA VETERE.“Egregi signori, nonostante abitiamo in una cittadina piuttosto piccola, ci sono dei rioni che frequentiamo meno, vuoi per abitudine vuoi perché non hai motivo di andare da quelle parti”.

Così Carlo Di Rienzo, dell’Udc, esordisce in una lettera al sindaco Giancarlo Giudicianni e all’esponente del Pd Sandro Trioianiello.

“Ebbene – continua –mi sono trovato nel rione Iacp e non vi nascondo che un po’ mi sono vergognato, sono stato avvicinato da decine di persone che, anche se con cortesia e con un po’ di imbarazzo, hanno voluto rammentarmi la mia responsabilità e quella della Democrazia Cristiana che ho l’onore di rappresentare, per tutte le promesse elettorali che sono state fatte e non sono state mantenute.

Abbiamo promesso, io e te sindaco, in un comizio con una folla oceanica proprio qui, all’Iacp, che ti saresti occupato di trovare il modo per far rifiorire la aree dismesse, hai parlato del ‘polo del bianco’ per creare posti di lavoro vero, abbiamo promesso di avere un attenzione particolare per coloro che hanno perso il lavoro. Abbiamo promesso molto e niente è stato mantenuto. Continuando nel giro della periferia mi sono trovato in un altro squarcio doloroso della nostra realtà: campo Sorbo! Questo rione, se possiamo definirlo così, è nato sotto una stella maligna (l’orsa minore?), d’accordo è sorto a seguito di una speculazione perversa, ma i poveri cittadini incolpevoli che sono rimasti incastrati in questo pateracchio abusivo,semiabusivo, poi hanno fatto la sanatoria, poi le promesse-truffa. Insomma in questi ultimi quindici anni Santa Maria Capua Vetereè stata la capitale delle licenze impossibili,il centro delle più becere speculazioni edilizie, l’Accademia delle soluzioni tecniche inconciliabili con ogni tipo di piano regolatore quando si trattava di favorire i grossi costruttori, mentre per questi cittadini che la casa l’hanno costruita per abitarci non c’è una via d’uscita che renda vivibile la loro permanenza al cosiddetto campo Sorbo? Abbiamo il dovere di farlo. Il mio appello,sono certo, sarà condiviso anche da te, dott. Sandro Troianiello che sei stato un uomo di punta dellaDemocrazia Cristiananegli anni scorsi, che ci hai rappresentato a livello provinciale ai massimi livelli e che facevi parte di quella filiera virtuosa che fece della nostra città la punta di diamante dell’intera provincia. La tua partecipazione è stata determinante in questa tornata elettorale e lo sarà ancora di più nel prosieguo della nostra collaborazione. Non abbiamo mai preteso posti di comando, come tu ben sai, anzi abbiamo rassegnato le dimissioni per l’unico assessorato che ci avete ‘obbligato’ ad accettare per protestare contro la svolta continuista di questa amministrazione. La città vive una sorta di confusione generale, fatica a capire; ha votato una maggioranza e se ne ritrova un’altra, gli avevano assicurato la scomparsa di certi figuri politici e se li è ritrovati più arroganti di prima. Il commercio, vera linfa vitale, della nostra comunità è in caduta libera per la mancata attenzione di questa amministrazione alle esigenze primarie del territorio che sono la sicurezza, la viabilità, la possibilità di parcheggiare senza estorsione, c’è stata e c’è una esasperata occupazione di ogni spazio utile da parte dei posteggiatori di ogni genere, favorita da questa amministrazione. Non c’è stata una seria concertazione con i commercianti per la scelta di manifestazioni promozionali per la città propedeutiche a ricostruire quel bacino di utenza che nel passato ci ha sempre premiato. Si vive alla giornata, senza quella progettualità necessaria per stabilire una tendenza al miglioramento. La vivibilità di una città parte dalle piccole cose. Diamoci una mossa!”.

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