San Felice a Cancello - Santa Maria a Vico - Arienzo - Cervino

Ricorso al Tar bloccato il bando per l’area Pip

Santa Maria a VicoSANTA MARIAA VICO. Insediamenti produttivi: bloccato il bando europeo. Il project financing per lo sviluppo industriale dell’area Pastino Sicario si arena sul ricorso amministrativo presentato dall’Italgeco, società edile esclusa dall’assegnazione dell’incarico di promotore dell’opera.

L’industrializzazione dell’area Pip sammaritana dovrà attendere la sentenza del giudice amministrativo. L’investimento di 45 milioni di euro di fondi privati per l’acquisizione, l’urbanizzazione e lo sviluppo edile dell’area industriale rischia di naufragare nell’oceano delle diatribe legali. «Il contenzioso amministrativo si poteva evitare – precisa Andrea Pirozzi (Pdl), non è bastato il consiglio comunale ad hoc per richiamare l’attenzione sulle incongruenze del bando di individuazione dei finanziatori privati». Si parte dall’origine del ricorso dell’Italgeco «sullo stravolgimento economico dell’avviso di gara del project financing definito in oltre 9 milione di euro, ma assegnato ad una proposta di finanziamento di oltre 45 milioni di euro, ben cinque volte superiore». «È stata una commissione di esperti di project financing – sottolinea il sindaco Adriano Telese -a valutare le proposte. Sono fiducioso del loro operato». Intanto è probabile la nomina di un legale che rappresenti e tuteli gli interessi dell’ente nel contenzioso amministrativo. «La procedura burocratica è bloccata – precisa Pirozzi – il bando non potrà essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, per evitare che l’ente locale possa essere citato per danni dal promotore (dell’Ati Se.r.i. Spa.- Ing. Projetc srl), nel frattempo impossibilitato ad espletare l’incarico per i procedimenti legali in corso». Ma è alto il rischio che il ricorso dell’Italgeco inneschi una reazione a catena di denunce. «Nel bando non vi è alcun riferimento – aggiunge Pirozzi – al sovvenzionamento dell’area Pip di oltre 2 milioni di euro erogati dall’Unione Europea tramite la Regione». Essendo stati investiti fondi pubblici per Pip ad indirizzo pubblico, «il ricorso al project financing – conclude Pirozzi – espone l’ente comunale anche al rischio di restituzione dei finanziamenti fin ora ricevuti».

Il Mattino (STELLA VIGLIOTTI)

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