Orta di Atella

“Puzza”, Padre Maurizio: “Ma tu il naso ce l’hai?”

puzzaRiceviamo e pubblichiamo la lettera di Padre Maurizio, parroco del Parco Verde di Caivano, anch’egli sceso in campo sul problema della “puzza”.

La nostra fede ci dice che siamo stati messi al mondo per conoscere, amare e servire Dio, e, poi, un giorno, goderlo nell’eternità. La Bibbia, dalla quale noi cristiani attingiamo la Parola che viene da Dio, ed anche le norme per vivere in questo mondo nel miglio modo possibile, ci ricorda che gli anni della nostra vita sono “settanta, ottanta per i più robusti…” D’altronde, al di là della Bibbia, è l’esperienza di ogni giorno che ci conferma codesta verità. Settanta, ottant’anni, non è che siano poi così tanti, tant’è vero che lo stesso salmo aggiunge “passano presto e non ci dileguiamo”.

Le cose stanno così! Può piacere o no, ma la realtà è che noi, vogliamo o non vogliamo, un giorno dobbiamo sloggiare da questo mondo per fare spazio ad altri che verranno dopo, come coloro che vennero prima fecero con noi. Allora, proprio perché belli e pochi, questi anni bisogna viverli bene. Che c’entra questo col naso, mi domanderete? C’entra, c’entra, se solo avete la pazienza di seguirmi un poco.

Il fatto è che nostro Signore, ci ha messo in contatto con noi stessi e con il mondo esterno attraverso quel mistero incredibile che chiamiamo sensi. Ci insegnarono, una volta, ma sembra che la cosa valga ancora oggi, che essi siano cinque:udito, olfatto, gusto, tatto, vista. Se provassimo ad immaginarci senza questi cinque servitori, ci sarebbe da impazzire, perché saremmo una monade del tutto isolata dal mondo esterno. I sensi, dunque: servitori da trattare bene, se si vuole vivere bene. E’ stato questo il motivo che ha spinto, nel corso dei secoli, artisti a dipingere ed a scolpire opere d’arte per deliziare la vista, o a lambiccarsi il cervello per creare sinfonie e melodie tali da portare la terra un poco più vicina al paradiso. E’ sempre lo stesso motivo che ha spinto le nostre nonne ieri, e le industrie oggi, a tentare nuovi modi di mescolare insieme i doni che madre natura ci regala, per rendere piu appetibile cio di cui ci nutriamo.

L’industria dei cosmetici e della moda, a quanto mi è dato di sapere, va a gonfie vele: essere puliti, preparati e profumati ci rende accettabili agli altri e a noi stessi. Il profumo:qualcosa di gradevole che ha a che fare direttamente con il naso. Il naso:organo infallibile che, oltre ad essere più o meno bello e proporzionato, ci mette in grado di “sentire” ciò che l’orecchio non può e non deve.

L’orecchio, poverino, “sentirà” altre cose, ma per quanto sia dato da fare, non “sente” ciò che al naso proprio. Si dà il caso, che il naso, il nostro naso, oltre ai profumi, riesce a “sentire” anche …le puzze. Avviene, allora, che mentre il profumo riesce farci gustare un benessere personale e comunitario, le puzze fanno l’esatto contrario. Si avverte dapprima un disgusto, poi un disagio, infine, quando è possibile, si tenta in tutti i modi di sottrarsi all’invisibile nemico. Nemico, la parola è stata scelta volutamente, perché di un nemico si tratta.

Ragioniamo: a che serve lavarsi, profumarsi, rendere gradevole la casa e la chiesa; la scuola e il municipio, se, all’improvviso- tiranna – ti arriva una puzza talmente nauseabonda da costringerti ad interrompere ogni attività? A che serve preparare una festa per i bambini se “ la maledetta” arriva, beffarda, e manda tutto all’aria? Su, su, non piangiamoci addosso, ma diamoci da fare. Signori, nel nostro paese c’è qualcosa che non va.

E’ da qualche tempo che respirare è diventato un problema. Non mi chiedete cosa fare, perché io sono un prete che sa dir Messa e predicare il Vangelo. Un prete che ha un grande, grandissimo rispetto per il lavoro e le competenze dei suoi fratelli in umanità. A ciascuno il suo! Sono, però, un prete che, come tanta gente della sua comunità, ha un naso. Brutto, forse, ma vi assicuro, funzionante. Un naso che insieme agli altri sensi lo mette in contatto con il creato e con Dio, ma capace anche di “sentire” le puzze che in questo tempo hanno per il nostro territorio una particolare simpatia e predilezione il cui motivo mi è ignoto.

Una domanda a chi mi legge: “Scusa, ma tu queste puzze non le senti? Il naso non ce l’hai?”.

Con simpatia, Padre Maurizio

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