Italia

Omicidio Sandri, annullata l’udienza preliminare

Gabriele SandriAREZZO. Rinviata l’udienza preliminare del processo sull’omicidio del giovane tifoso laziale Gabriele Sandri, che vede imputato, con l’accusa di omicidio volontario, l’agente Luigi Spaccarotella, della Polizia stradale di Arezzo, il quale non si è presentato in aula per evitare contatti con i tifosi presenti fuori al tribunale.

Il gup Simone Salcerini ha accolto l’eccezione avanzata da uno dei legali di Spaccarotella, a cui non è stato trasmesso l’atto di chiusura dell’indagine preliminare. Adesso si dovrà procedere a riformulare l’atto e notificarlo nuovamente, procedimenti che richiederanno un tempo stimato tra il mese e mezzo e i due mesi.

Il poliziotto è accusato di omicidio volontario: lo scorso 11 novembre, per sedare una rissa tra tifosi scoppiata nel parcheggio dell’autogrill Badia al Pino, esplose dei colpi di pistola dalla carreggiata dell’autostrada opposta a quella dell’auto su cui stava ripartendo Sandri alla volta dello stadio di San Siro per la gara tra Inter e Lazio. Un proiettile raggiunse il 28enne al collo, uccidendolo.

Prima della notizia del rinvio dell’udienza, il legale di Spaccarotella aveva spiegato di temere per l’incolumità dell’assistito, motivata dalla presenza di gruppi di ultras davanti al tribunale. L’avvocato Giampiero Renzo non ha però chiarito se il poliziotto abbia ricevuto minacce dirette: “Non lo posso dire – ha detto – ma basta vedere i manifesti e le scritte che ci sono a Roma. Comunque noi non abbiamo presentato denunce”. Lo stesso legale, inoltre, ritiene i testimoni “totalmente inaffidabili” (“Ci sono persone che vogliono far credere che la luna non esiste. Fuori dal tribunale sono sicurissimi di aver visto qualcosa e poi quando vengono sentiti tutto cambia”) e per questo ha chiesto il rito abbreviato condizionato ad una perizia di parte che avesse verificato la posizione dei testimoni.

In aula era presente anche la famiglia Sandri. Il fratello Cristiano ha affermato: “Sappiamo che è un processo limpido e non abbiamo paura di nessuna sorpresa”. Mentre la madre di Gabriele, Daniela, a chi gli chiedeva un commento sull’assenza del poliziotto, ha detto in lacrime: “Non ha importanza, anche se gli danno 100 anni mio figlio non torna”.

Fuori al tribunale un gruppo di tifosi laziali che hanno esposto due striscioni con la scritta “Giustizia per Gabriele”.

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