Italia

Afghanistan, nuovo attentato ai militari italiani: nessun ferito

 HERAT (Afghanistan). Nuovo attentato, fortunatamente anche stavolta senza vittime, contro i militari italiani impegnati in Afghanistan.

Dopo l’esplosione di ieri ad Herat, che ha provocato il lieve ferimento di un soldato, oggi un altro ordigno è stato fatto saltare nella stessa zona al passaggio di una colonna militare italiana, senza provocare né vittime né danni. L’attentato si è verificato in mattinata nella provincia di Badghis, nei pressi della postazione militare di Bala Mourghab, dove una pattuglia di bersaglieri stava compiendo una perlustrazione. “Può essersi trattato di un ordigno abbandonato o di una bomba radiocomandata, ma in ogni caso non ha centrato il bersaglio”, hanno riferito fonti militari. L’ordigno di ieri era esploso nei pressi del villaggio di Akazai, sempre nella provincia di Badghis, danneggiando il blindato e provocando contusioni, durante il contraccolpo, ad un militare italiano della compagnia Demoni, Attilio Porcaro, 24 anni, originario di Montesarchio,in provincia di Benevento.

Sono circa 2.350 i militari italiani in Afghanistan, tra l’Ovest – sotto comando italiano – e la Regione centrale di Kabul. Non si tratta dei primi attentati verso il contingente nostrano. Oltre a quello di ieri, l’ultimo subito dall’iniziodell’annoera avvenuto lo scorso 7 settembre, ad Herat, quando un convoglio scampò ad un attentato suicida. I mezzi del Prt (team di ricostruzione provinciale) si trovavano a pochi chilometri dalla città, ritornando da una cerimonia di posa della prima pietra di un centro sociale per vedove. All’improvviso un kamikaze, a piedi, si faceva saltare in aria vicino al primo mezzo del convoglio, un Toyota bianco blindato, che però resisteva all’impatto e, pur danneggiandosi gravemente, riusciva a proteggere gli occupanti. Qualche settimana prima, il 22 agosto, tre soldati italiani restavano feriti, in modo non grave, durante un’esplosione nei pressi di Kabul. Il 10 luglio una pattuglia veniva investita dall’esplosione di una mina radiocomandata mentre attraversava le strade di Herat: feriti, ma non gravi, il tenente dell’Aeronautica Gabriele Rame, di Benevento, colpito ad un braccio e a una gamba,eil primo aviere Francesco Manco, di Zollino (Lecce), che riportava fratture alle gambe. Altri due soldati, il 23 febbraio, a bordo di un Lince, restavano lievemente feriti a seguito di un’esplosione a 30 km a Nord di Delaram (provincia di Farah), lungo la valle del Gulestan. Tragico, invece, il bilancio di un agguato subito dai militari italiani il 13 febbraio, nella valle di Uzeebin, nei pressi della località di Rudbar, a circa 60 km della capitale Kabul, in cui moriva il primo maresciallo Giovanni Pezzullo, originario di Carinola, in provincia di Caserta. Un altro militare, il maresciallo Enrico Mercuri, restava leggermente ferito. Prima di Pezzullo, il 24 novembre dello scorso morìDaniele Paladini, maresciallo capo dell’Esercito, in seguito ad un attacco kamikaze.

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