Italia

2 settembre 1943, Salvatore Giuliano viene dichiarato “bandito”

Salvatore GiulianoSalvatore Giuliano è una delle figure enigmatiche della Sicilia contemporanea.

Nasce nel 1922 a Montelepre, paesino agricolo, a soli 21 anni lo ritroviamo invischiato in un conflitto a fuoco con i Carabinieri, mentre trasporta dei sacchi di frumento, su di un cavallo, viene fermato da una pattuglia che gli sequestra tutto (perché?). Il giovane Giuliano tenta la fuga, viene colpito da due proiettili al fianco destro, reagisce, a suo dire perché gli uomini dell’Arma tentano di finirlo ed uccide un giovane Carabiniere. E’ l’inizio di una serie interminabile di azioni che sono una mistura continua tra brigantaggio e imprese indipendentiste. Entra a far parte del Mis (Movimento Indipendentista Siciliano), poi sollecitato dai servizi segreti americani, sempre “troppo” presenti in Sicilia, fa parte dell’Evis (Esercito Volontario per la Indipendenza Siciliana), dove diventa subito colonnello e comincia le sue battaglie contro l’Esercito Italiano nel periodo 1945-1946. A seguito degli accordi tra Governo italiano e Mis, che concedono l’autonomia regionale alla Sicilia, gli americani non supportano più né l’Evis, né il colonnello Giuliano. Salvatore Giuliano non accetta l’accordo e continua la sua lotta armata.

Il 1 maggio del 1947 partecipa attivamente alla strage di Portella della Ginestra, qui durante un’adunanza per la festa dei lavoratori vengono uccisi a seguito di un vile agguato 11 contadini, tra loro due bambini, e 27 sono i feriti gravi. Il tentativo è quello di arginare la crescita della sinistra in Sicilia, massacro che servirà a poco visto che proprio la Sinistra conquista nell’assemblea regionale 29 seggi, contro i 24 della Democrazia Cristiana. Gli atti desecretati della Cia, parlano di responsabilità dirette nella fornitura di lancia granate agli uomini di Salvatore Giuliano, ma forse proprio uomini dei servizi segreti americani ed italiani (battaglione Vega della decima Mas) partecipano direttamente all’azione. Nomi quali quello di Juno Valerio Borghese, Valerio Pignatelli, Nando di Nardo, tutti fascisti dell’epoca e poi legati ai servizi segreti Usa, fanno parte di quel lungo elenco di colpevoli e fiancheggiatori di tutto quanto accadde in quel cupo periodo. Nel frattempo però Salvatore Giuliano diventa personaggio fortemente scomodo, tanto da dover sempre più chiudere il suo campo di azione.

Il 5 luglio del 1950 il suo corpo senza vita viene ritrovato all’interno del cortile dell’avvocato De Maria a Castelvetrano in provincia di Trapani. Dell’omicidio viene accusato Gaspare Pisciotta, suo luogotenente. Pare che lo stesso Pisciotta lo dovesse fare imbarcare su di un sommergibile della marina americana per traghettarlo negli Usa. Sulla sua morte, però, esiste il segreto di stato, che potrà essere desecretato solo nel 2016, di certo anche in questo ebbero mano libera i servizi segreti sia americani che italiani sotto la regia del ministro Mario Scelba e ai probabili ordini del colonnello Ugo Luca. Gaspare Pisciotta sarà poi avvelenato nel carcere dell’Ucciardone a Palermo, con un caffè alla stricnina.

tratto da “Blu Notte” – speciale sul bandito Giuliano

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