Gricignano

Uccisa dall’ex marito l’autopsia: era incinta

Funerale NugnesGRICIGNANO. Era incinta Maria Rosa Nugnes, la donna, mamma ed ex moglie uccisa con sei colpi di pistola dall’ex marito il ventuno febbraio scorso.

Lo conferma una nota inserita nella relazione del medico legale Danilo Lisi nominato dal pm Patrizia Dongiacomo della procura di Santa Maria Capua Vetere. Nella relazione dell’esame autoptico viene spiegato che Maria Rosa sarebbe morta dissanguata per le ferite riportate dai sei colpi di una pistola calibro 9 parabellum. Gelosia, interessi economici e soprattutto mania di possesso, probabilmente, erano stati alla base dell’odio che un giorno qualunque, poco dopo le 14, avevano armato la mano di Angelo Di RonzaAngelo Di Ronza, l’ex marito di Maria Rosa, e lo avevano portato fuori la scuola elementare, in via Enrico Fermi, davanti a bambini, insegnanti e genitori, ad aspettare l’arrivo della donna che aveva sposato dodici anni prima per amore. In grembo, quel pomeriggio qualunque, Maria Rosa aveva un bambino di poche settimane, forse solo un embrione che un giorno avrebbe avuto due gambe, due braccia, un cuore che avrebbe preso a battere e una testa per pensare. Nessuno, forse, lo sapeva ancora. Probabilmente solo lei, la mamma, si era insospettita e aveva avuto il presentimento di essere rimasta incinta. Maria Rosa aveva cercato di rifarsi una vita dopo la separazione di fatto cominciata l’anno prima dall’ex marito. Angelo, imprenditore edile di trentasei anni, aveva fatto altrettanto. Ma tra di loro c’era ancora un legame: due figli di undici e cinque anni ai quali il padre voleva che fossero intestati due appartamenti. Ed è forse per questo motivo che continuava ad assillare Mariarosa che in più di una occasione lo aveva denunciato ai carabinieri della stazione di Gricignano di Aversa per maltrattamenti. Il padre di lei, per difenderla, aveva anche accoltellato durante una lite Angelo e per questo motivo, il 22 settembre prossimo, dovrà rispondere di tentato omicidio davanti alla corte di assise tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Un mese dopo la lite tra genero e suocero, però, Angelo sparò sei colpi di pistola a Maria Rosa colpendola alle spalle e la uccise, secondo il pm, con premeditazione. Non ebbe nemmeno il coraggio di guardala in faccia prima di premere il grilletto. Poi buttò via la pistola e sparì. Fu trovato dai carabinieri del reparto territoriale di Aversa poche ore dopo, sconvolto e disperato. Confessò tutto come un fiume in piena. La prima udienza del processo a carico dell’imprenditore è stata fissata per il prossimo ottobre. È difeso dagli avvocati Martucci ed Esposito. La famiglia della donna, rappresentata dagli avvocati Luciano e Raffaele Costanzo e Giuseppe Tessitore, si è costituita parte civile. I due bambini, senza più una madre e con il padre in prigione, sono stati affidati ai nonni materni che vivono a Carinaro.

Il Mattino (MARILÙ MUSTO)

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