Gricignano

Il casco: da “imbarazzo” a “moda”

 GRICIGNANO. Fino a qualche settimana fa l’uso del casco a Gricignano era un “imbarazzo”, tanto che quei pochissimi che lo utilizzavano veniva notati da tutti quasi consgomento,come a dire: “Uà…chist rà rò ven?”.

Poi le cose sono cambiate grazie soprattutto all’intervento delle forze dell’ordine, e precisamente dei carabinieri di Aversa e Gricignano,che hanno attuato una costante opera di repressione, multando e sequestrando i motorini di tanti giovani. Oggi si vedono in giro tanti centauri circolare tranquillamente col casco, ma la cosa più interessante è la “moda” che ne è nata grazie ai cosiddetti “copricasco”, ossia bandane e stemmi vari che lo rendono più trandy possibile. Si va dai copricasco per tifosi (venduti moltissimi quelli del Napoli), ai personaggi Disney, ai detti napoletani “uè uè iamme cuoncio cuoncio” che non guastano mai.

Segnali positivi subito sono emersi:proprio ieri due giovani gricignanesi, in un incidente in via dell’Archeologia, all’altezza dell’incrocio dove qualche mese fa perse la vita il 17enne Placido De Santis, hanno riportato “solo” qualche trauma contusivo ed escoriazioni perché utilizzavano il casco, a dimostrazione di quanta importanza abbia.

C’è però ancora qualche “duro di testa”. Alcuni giovani, infatti, portano il casco “appeso” dietro la testa, inconsci del pericolo maggiore che viene causato in caso di caduta accidentale o di incidente.

Un piccolo gesto quotidiano, quello dell’indossare il casco, in una terra dove l’illegalità assume purtroppo una parvenza di legalità.

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