Esteri

Ue, vertice straordinario per la crisi del Caucaso

sede Ue BruxellesBRUXELLES (Belgio). Vertice straordinario, questo pomeriggio, dei leader europei per decidere sulle sanzioni da imporre a Mosca in seguito alle azioni in Georgia.

I membri del Consiglio europeo non sono d’accordo sull’argomento: secondo Germania, Francia e Italia, Mosca non dovrebbe essere allontanata, mentre la Gran Bretagna e molti degli ex stati sovietici sono favorevoli all’adozione di provvedimenti. Anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è favorevole alla linea del dialogo: “La situazione è chiara. Bisogna evitare che la crisi in Caucaso diventi la miccia per un ritorno alla guerra fredda. Anche perché abbiamo una realpolitik da tener presente: la Russia è ancora una potenza militare, ha ancora una potenzialità atomica capace di distruggere dieci volte la popolazione del mondo”.

Su tale linea di pensiero si colloca anche la cancelliera tedesca Angela Merkel che ha dichiarato: “Da questo vertice dobbiamo mandare due messaggi: primo un segnale che vogliamo la ricostruzione in Georgia e mostrare a Tbilisi la nostra vicinanza. Secondo dovremo confrontarci con il riconoscimento del tutto contrario al diritto internazionale dell’Abkhazia e dell’Ossezia del sud da parte di Mosca”.

Ma la reazione russa a ipotetiche sanzioni non fa ben sperare. Coma ha, infatti, sottolineato il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov l’Unione Europea deve tenere in conto della dipendenza che la stessa Europa ha nei confronti della Russia. “La risposta di certi paesi occidentali alla crisi in Ossezia del sud illustra in maniera straordinaria un deficit di moralità che sconfina in un’esposizione indecente di una vena geopolitica e ideologica, che è al di fuori del contesto dei fatti attuali. – ha dichiarato il ministro Lavrov – Il vertice Ue di oggi dovrebbe chiarire molte cose. – ha concluso – Noi ci attendiamo che la scelta venga fatta partendo dagli interessi vitali dell’Europa”.

Secondo gli ultimi aggiornamenti sul vertice straordinario, che inizierà alle 17, dovrebbe concludersi con una dura condanna al riconoscimento dell’indipendenza di Ossezia del Sud e Abkahzia, ma nessuna sanzione contro la Russia.

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