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Zara: “Introdurre il reato di negazionismo della camorra”

Municipio di CasapesennaCASAPESENNA. Introdurre il reato di negazionismo della camorra, così come è stato introdotto per la Shoah. L’idea, per intraprendere un percorso “serio e concreto” della presa di coscienza, è del primo cittadino di Casapesenna Giovanni Zara.

Negare l’esistenza della criminalità organizzata significa, secondo Zara, negare la realtà e frenare il processo di consapevolezza, senza il quale nessun male può davvero essere estirpato. “Nonostante i morti ammazzati, le discariche abusive ed un’economia messa in ginocchio da un cancro che attecchisce in ogni settore produttivo, il fronte dei negazionisti resta ancora in piedi”, commenta Zara, colpito soprattutto dalle interviste rilasciate da qualche cittadino, che, a seguito alla strage di Castelvolturno, della camorra ha detto che “non esiste”. “Sono ancora tanti quelli che o negano la camorra o al massimo la vedono come il corpo estraneo di una società non contaminata – continua il sindaco – ma come si fa a dire di una realtà così profondamente radicata nel nostro territorio che non esiste, che è solo un fantasma inventato dalla testa di un folle? Come si fa a dire questo se ci sono tanti giovani che non sono orgogliosi delle proprie radici?”. Un primo forte segnale per invertire la rotta potrebbe essere, per il primo cittadino, proprio l’introduzione del reato di negazionismo. “Se non cominciamo ad accettare lo stato dei fatti, nessun cambiamento potrà mai essere attuato – afferma Zara – la strada per il riscatto comincia proprio dall’identificazione del male. O altrimenti, se non si accetta la domanda, ogni risposta rischia di essere sbagliata”.

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