Campania

Sanità, Sagliocco: “Persi 80 milioni di euro”

Giuseppe Sagliocco NAPOLI. “Mentre l’assessore Montemarano continua superficialmente e irresponsabilmente a rassicurare i cittadini sull’ottemperanza degli obblighi imposti dal Piano di rientro dallo spaventoso deficit della sanità campana, …

… garantendo che non vi sarà alcun commissariamento, veniamo a scoprire che la Campania è destinata a perdere definitivamente la stragrande maggioranza degli oltre 83 milioni di euro stanziati nel 2001 per realizzare le strutture destinate all’attività ambulatoriale specialistica intramuraria. Questa attività, ricordo, non solo avrebbe contribuito ad abbattere drasticamente le famigerate liste d’attesa ma avrebbe consentito sostanziosi guadagni al sistema sanitario stesso. A certificare questo ennesimo caso di malagestione, le continue sollecitazioni dell’Arsan alle strutture interessate, praticamente tutte inadempienti e in gravissimo ritardo rispetto agli obblighi. Non ultima, la nota del 6 luglio scorso con la quale si ricorda ai manager che entro il 31 gennaio 2009 le strutture in questione dovranno essere state già collaudate e operative pena la perdita dei finanziamenti”.

Così il presidente della Commissione Speciale di Controllo delle Attività della Regione Campania e degli Enti Collegati e dell’Utilizzo di tutti i Fondi, Giuseppe Sagliocco (Fi) a margine della seduta d’audizione di oggi con la quale sono stati ascoltati i manager del Cotugno e dell’azienda ospedaliera pediatrica Santobono-Pausillipon, rispetto alla quale, ha spiegato Sagliocco, “pure sono emerse vicende di una gravità inaudita che espongono in prima persona i piccoli degenti, questioni che saranno oggetto, insieme ad altre che riguardano altre realtà sanitarie campane, di una conferenza stampa che convocheremo a breve”.

“La situazione relativa all’intramoenia, che è sovrapponibile a quella dei finanziamenti destinati all’edilizia sanitaria ex articolo 20 della legge 68 del 1988 – ha aggiunto Sagliocco – ha, dopo otto anni, del sorprendente. Non vorremmo che dietro l’incredibile ritardo accumulato, che per la maggior parte delle strutture non potrà essere recuperato, vi sia qualcosa di diverso e ben più grave della solita incuria, della solita inefficienza. Ma sapremo approfondire”.

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