Campania

Policlinici, Sagliocco: “Programmazione regionale inadeguata”

Giuseppe Sagliocco NAPOLI. “Il dato principale emerso dalla seduta di oggi è l’assoluta inadeguatezza, e vogliamo sperare che si tratti di mera incapacità, della programmazione sanitaria regionale, …

… rivelatasi ancora una volta totalmente inidonea a cogliere le peculiarità, oltre che le potenzialità, di strutture, quali quelle universitarie, che all’erogazione di prestazioni sanitarie che nella maggior parte dei casi sono di alta specialistica e assoluta eccellenza, sommano una importante attività di ricerca e didattica, formando nei fatti quella che sarà la classe medica e paramendica di domani. Un elemento, quest’ultimo, che dovrebbe suggerire una riflessione e scelte coerenti tanto nel legislatore nazionale che regionale, tanto più allorché ci si ritrova di fronte ad una gestione che, seppure in un contesto di grandi difficoltà, ha dimostrato, sia sul fronte dell’utilizzo dei fondi ex articolo 20 della Legge 67/88 (Edilizia sanitaria) sia su quello delle azioni volte al conseguimento degli obiettivi del Piano di Rientro, di riuscire comunque a ottenere risultati apprezzabili”.

Così il presidente della Commissione Speciale di Controllo delle Attività della Regione Campania e degli Enti Collegati e dell’Utilizzo di tutti i Fondi Giuseppe Sagliocco (FI) a margine della seduta odierna d’audizione con il direttore generale del II Policlinico della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Giovanni Canfora ed il relativo management.

“Sul caso di specie, – ha aggiunto Sagliocco – al di là del fatto che ancora una volta abbiamo dovuto constatare come i dati ufficiali forniti dal governo regionale in materia di posti letto e loro utilizzo, guarda caso, non coincidono affatto con quelli rappresentati e certificati dai nostri interlocutori, l’assenza di un Protocollo di Intesa Regione-Policlinico (l’ultimo è scaduto a fine 2007), oltre a rendere sempre più incerto il presente e l’immediato futuro dei rapporti tra questi e il Sistema Sanitario Regionale, non consente al primo di poter operare scelte programmatiche e organizzative coerenti, scelte peraltro rese peraltro già particolarmente complesse dal contesto organizzativo accademico. Ma l’inefficienza del governo regionale non si limita al solo contesto se si pensa all’assoluta carenza di coordinamento complessivo della ricerca, elemento questo che non può che partorire inutili doppioni, inaccettabili sprechi”.

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