Aversa

Giunta, trovato accordo: fuori i fratelli Palmieri

Nicola e Fiore PalmieriAVERSA. Il centrodestra aversano quadra il cerchio e mette fuori dall’esecutivo la lista Popolari Normanni dei fratelli Fiore e Nicola Palmieri.

Sembra essere questo il risultato finale della lunga telenovela, durata oltre un anno, e che potrebbe concludersi in occasione della prossima seduta del consiglio comunale, già in programma per martedì prossimo. O, al massimo, immediatamente dopo. Questo il nuovo organigramma dell’esecutivo, sempre targato Ciaramella: tre assessori per Forza Italia e Alleanza Nazionale al posto dei due precedenti; riconferma per i due posti dell’Udc; un assessore al Gruppo delle Libertà (che ne perde uno rispetto a prima); riconferma anche per Rino Rotunno, attuale vicesindaco, in quota primo cittadino. Verrebbero, in questo modo, a cadere le voci che volevano il Gruppo delle Libertà chiedere la riconferma del loro secondo assessore. Una richiesta che aveva portato il fabbisogno per giungere alla quadratura a dodici assessori richiesti a fronte dei dieci che andranno a comporre la nuova giunta. I due posti in più non erano colmati nemmeno dalla messa sul tavolo delle trattative delle nomine del difensore civico e dei componenti del nucleo di valutazione comunale. Insomma, ad essere esclusa una lista, quella dei fratelli Palmieri, che era passata all’ultimo momento, a poche ore dalla presentazione delle candidature, ad aprile 2007, dal centrosinistra (Fiore Palmieri doveva essere candidato nell’Udeur ed aveva affisso anche già i manifesti pubblicitari in questo senso) al centrodestra. Palmieri pensava, all’epoca, di poter essere decisivo per la vittoria di Ciaramella e di poter chiedere. Il centrodestra, invece, trionfò con oltre il 60% e l’apporto dei Popolari Normanni si rivelò marginale. Ed ancor più lo è oggi con una maggioranza che può contare nelle sue fila ufficialmente almeno 25 dei 30 consiglieri comunali che siedono nell’assise cittadina. Un numero al quale vanno aggiunti almeno un altro paio della “opposizione” che poco o nulla fanno per meritarsi questo appellativo. A prendere il posto dei tecnici, un esecutivo che, di fatto, si preannunzia fotocopia di quello precedente, salvo qualche minima variante ed in questo senso sono in molti a chiedersi le motivazioni di oltre un anno di stop.

Questi i nomi più accreditati: Isidoro Orabona, Luciano Luciano ed Elia Barbato per Fi; Gianpaolo dello Vicario, Gino della Valle e Antonio Schiavone o Michele Galluccio per An; Pasquale Diomaiuta e Romilda Balivo per l’Udc; Nicola de Chiara per il Gruppo della Libertà e, ovviamente, Rino Rotunno.

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