Aversa

Asl, Costantini fissa i tetti di spesa 2008

Antonietta CostantiniAVERSA. Antonietta Costantini, direttrice dell’Asl Ce2 di Aversa, indossa la maglia da centravanti e a testa bassa parte lancia in resta per mettere in pace i conti della sua bistrattata azienda sanitaria.

In queste ore infatti sono stati fissati i tetti di spesa per l’Assistenza Specialistica e quella Ospedaliera offerta dalle strutture private ai cittadini, circa mezzo milione, della popolosa struttura sanitaria aversana. In verità i tetti, frutto di un lungo lavoro tra Regione Campania ed Asl Ce2, sono pronti fin dalla fine di luglio, ma in questi giorni l’Asl di Aversa per tramite del Dipartimento delle Attività Territoriali Distrettuali e dei Direttori dei Distretti è passata alla fase attuativa e cioè alla sottoscrizione dei protocolli di intesa e quindi l’accettazione degli stessi tetti da parte delle strutture convenzionate.

Il fatto non è certo stato digerito bene da alcune strutture che minacciano di non firmare i protocolli e di fare sfracelli legali, ma il messaggio, contenuto anche nella specifica delibera di rientro della spesa della Regione Campania, è chiaro, o si accetta e quindi si mangia la minestra, o si salta dalla finestra, stavolta i patti sono chiari e non si concederanno ulteriori sforamenti alla spesa sanitaria.

Ma quali sono questi tetti? Per l’Assistenza Specialistica e quindi per Laboratori di Analisi, Centri di Radiologia e via dicendo il tetto è di 28.280.000 euro, per l’Assistenza Riabilitativa il tetto è fissato in 18.405.000 euro, chiude il gran botto dell’Assistenza Ospedaliera con 50.042.000 euro che serviranno per rispondere alle attività delle sette Cliniche private attualmente operanti sul territorio. In pratica con circa 96 milioni di euro il problema dell’acquisto di assistenza sanitaria all’esterno dovrebbe essere pienamente soddisfatto con i tetti di spesa assegnati.

Inutile dire che i convenzionati non sono dello stesso parere e già fanno intravedere che con i tetti fissati si riuscirà a malapena a superare il mese di settembre e non si potrà garantire più assistenza da metà ottobre in poi. Critiche a parte bisogna dare atto alla Costantini e al suo attuale staff, di essere riuscita a mettere in piedi tutta una serie di paletti entro i quali cercare di far scorrere il rivolo di milioni di spesa della sanità, cercando di rafforzare gli argini e puntare a dare un forte scossone allo sperpero di denaro pubblico.

Non sappiamo se la direttrice riuscirà nell’impresa, ma per il momento dopo il buco rilevato dalla Regione a fine giugno, di oltre 5 milioni di euro di sfondamento, bisognava correre ai ripari e questo è solo uno dei provvedimenti attuati.

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