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Vesuvio-Ventoux, si torna a casa

Vesuvio-Ventoux, immagine del 2004Sault (Francia). Dopo dieci giorni di intense emozioni e di grandi fatiche, ieri lo staff della Vesuvio-Ventoux ha trascorso una giornata di completo relax, grazie alla calorosa ospitalità dei cittadini di Sault.

L’amministrazione comunale, il Comitato per il gemellaggio e le famiglie saultiane hanno preparato un’accoglienza impeccabile per la delegazione pignatarese, che ha ricambiato con un abbondante selezione di prodotti tipici caleni. Ai cicloamatori è stato concesso l’ingresso libero con massaggi gratis alle terme. Nella serata divertimento per tutti alla festa della lavanda di Ferragosto, in un clima di amicizia e fratellanza. La ciclo turistica è arrivata al traguardo in cima al Ventoux, dal dove si è tornati giù portandosi dietro una patina di nostalgia e la strana percezione che forse tutto sia finito troppo in fretta. Sulle strade della Vesuvio-Ventoux, a Pignataro come a Sault, per due settimane, si è respirata un’ atmosfera unica e speciale, che non verrà dimenticata facilmente dalle due comunità gemelle. Ogni attimo di questa fantastica avventura: le emozioni, la fatica, la sofferenza i momenti gioia e di sconforto, il grande affetto e le piccole incomprensioni all’interno del gruppo rimarranno per sempre nella memoria di ognuno dei suoi protagonisti. Grazie a questa edizione della Vesuvio-Ventoux sono stati raggiunti anche obiettivi concreti, come l’impegno per pianificare nuovi progetti di scambio culturale, sociale, turistico e sportivo, da implementare con gruppi di lavoro congiunti.

Anche noi dell’ufficio stampa, che abbiamo cercato di raccontarvi quasi chilometro per chilometro questa Vesuvio-Ventoux, abbiamo finito. Prima, però, consentiteci di ringraziare colui che è l’anima di questa manifestazione: il professore Franco Simeone, capo delegazione e presidente del Comitato di gemellaggio Pignataro-Sault Europa 2000. Simeone ha dimostrato con i suoi collaboratori, che con il cuore, con la passione, le capacità e la convinzione si può superare ogni difficoltà. Professò, “e chi s’aspettav” che tutto fosse andato così bene!

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