Maddaloni - Valle di Maddaloni

Variante, la giunta ridisegna Maddaloni

il sindaco Michele FarinaMADDALONI. Ecco la Maddaloni del futuro. Tutto, il nuovo assetto urbanistico e quello definitivo del territorio nonché i destini degli immobili destinati all’abbattimento, è stato affidato a un ordinario atto deliberativo.

Si sa che le delibere d’estate sono sempre le più interessanti, ma quella di adesione agli indirizzi progettuali (disegnati da Rfi per conto della Regione) sulla «Variante Maddaloni» (by-pass ai binari urbani della Caserta-Cancello-Napoli) dovrebbe sconvolgere Maddaloni. Intanto, ha sconvolto gli equilibri istituzionali: non toccherà al consiglio comunale discutere sulle «criticità urbanistiche» create dai nuovi binari tangenti al perimetro urbano. Non ci sarà l’auspicato confronto con il territorio, ma l’atto deliberativo di accettazione sarà sottoposto solo al controllo postumo della commissione ambiente e territorio e alla conferenza dei capigruppo consiliari. Il fatto nuovo è che il by-pass, inserito nei finanziamenti della linea ferroviaria ad alta capacità Napoli-Bari, sarà realizzato in due tempi.

«Di più, l’opera – annuncia Angelo Schiavone, assessore ai lavori pubblici – beneficierà anche di parte dei 700 milioni di euro (appena deliberati dal Governo Berlusconi) per la tratta Cancello-Frasso Telesino dell’Alta Capacità ferroviaria Napoli-Bari. La congiuntura stringente ha legittimato l’urgenza di dover varare procedure straordinarie per aderire, da subito, all’inizio della fase progettuale». Si procederà quindi a due velocità. Prima, si farà il progetto e poi la discussione sulle questioni critiche: abbattimenti, impatto ambientale, recupero e riqualificazione delle strutture dimesse. «Per la precisione – chiarisce Schiavone – prima aderiamo al progetto, che fa della Variante Maddaloni lo snodo fondamentale dell’Alta Capacità. Poi, in una fase successiva, quando si intavoleranno trattative dirette con Rfi, discuteremo delle modifiche ulteriori da apportare al tracciato e su come mitigare l’impatto ambientale».

Grazie al Governo Berlusconi, tutti (compreso Ennio Cascetta, assessore regionale ai trasporti) hanno tirato un sospiro di sollievo. Il primo risultato di rilievo è che la Napoli-Bari è rientrata nell’elenco delle opere strategiche finanziate dal Governo. E all’interno della Napoli-Bari, i cantieri della la tratta Cancello-Frasso (e quindi la Variante Maddaloni) dovranno essere aperti per prima. Si ipotizza il 2012. Da qui, la corsa contro il tempo per aderire alla progettazione preliminare. Pena l’esclusione, l’amministrazione Farina senza sciogliere le riserve sulle criticità urbanistiche (espropri, abbattimenti multipli e delocalizzazione della stazione di Maddaloni Inferiore) ha aderito al più severo dei progetti preliminari, presentati da Rfi e dalla Regione. Scomparsa la «Variante due», la stazione sorgerà in via Cornato. Il nuovo percorso prevede abbattimenti multipli e i binari, costruiti su piloni, sfioreranno le case. Senza l’introduzione di nuove varianti, ci saranno abbattimenti certi in via Appia (sei edifici), via Mastrantuono, via Ficucella, via Cancello (sei stabili) e sulla statale Appia. L’adesione senza concertazione preventiva alimenta lo scetticismo delle opposizioni. «Premesso – commenta Nicola Corbo (Udc) – che difficilmente apriranno i cantieri di questa opera, manca ancora del tutto la necessaria fase di discussione. Pur di rimanere agganciati alla fase preliminare del progetto, Farina è pronto ad accettare tutto. E questo non è condivisibile».

«Il progetto di ridisegnare il percorso della strada ferrata sarebbe pure condivisibile – aggiunge Andrea De Filippo (Fi) – ma è la pratica della delocalizzazione selvaggia dei binari, da perseguire a qualsiasi costo e persino contro il territorio, ad essere francamente irritante». Secondo Claudio Marone (An) si propagandano sogni e poi manca persino uno «studio dei costi e dei benefici o una seria e oggettiva Valutazione di impatto ambientale (Via) nonché una Valutazione ambientale strategica (Vas)».

da Il Mattino, venerdì 08.08.08 (di Giuseppe Miretto)

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