Italia

Manovra finanziaria, il governo pone la fiducia

Elio VitoROMA. Si è chiusa la discussione alla Camera sulla manovra finanziaria triennale, con il governo che ha posto la fiducia sul testo. Ad annunciarlo il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito.

Quest’ultimo ha precisato che la decisione è stata presa per “l’importanza che il governo attribuisce al testo”, e nonostante da parte dell’opposizione sia stato presentato un numero limitato di emendamenti, di cui lo stesso ministro ha detto di avere preso atto. Dopo la richiesta di fiducia, la seduta nell’Aula della Camera è stata sospesa ed è stata convocata la conferenza dei capigruppo per fissare i tempi del voto e del via libera definitivo, che dovrebbe arrivare nel pomeriggio di martedì. I capigruppo dovranno anche decidere sui tempi dell’informativa del governo su Alitalia, che in un primo momento era prevista tra oggi e domani. E’ la terza richiesta di fiducia del governosul provvedimento: in prima lettura alla Camera, in seconda lettura al Senato e adesso di nuovo in terza lettura a Montecitorio. Nel giustificare la scelta di abbinare la fiducia al voto sulla manovra, il ministro Vito ha spiegato che “tutti i temi del decreto sono stati esaminati in commissione”.

Ma dall’opposizione le critiche non mancano. Bruno Tabacci dell’Udc parla di “richiesta di fiducia a prescindere” e di “stravolgimento pesante dei rapporti istituzionali fra governo e Parlamento”. Dall’Italia dei Valori, il vicecapogruppo Antonio Borghesi commenta: “Ci troviamo di fronte ad un governo pasticcione e ad una maggioranza sorda al dialogo. C’è un disegno complessivo dietro alcuni interventi a questa manovra. Viene privato il Parlamento della sua principale funzione, quella di controllo, ma non solo. Quello che forse ancora molti ministri non hanno afferrato è che buona parte del governo stesso viene esautorato. ‘Robin Tremonti’ ha operato per sé un’azione che lo porrà al riparo dalle richieste degli stessi ministri. Diventerà l’unico soggetto, insieme con il presidente del Consiglio, ad avere possibilità di decidere eventuali modifiche nelle spese del bilancio dello Stato”.

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