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Garlasco, la difesa di Stasi: “Chiara fu spostata da due persone”

Alberto StasiVIGEVANO (Pavia). Dovrebbe concludersi a settembre l’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, la studentessa 26enne uccisa brutalmente nella villetta di famiglia a Garlasco il 13 agosto 2007.

A riferirlo il procuratore di Vigevano, Alfonso Lauro. Stamattina è stata depositata in procura dai difensori dell’unico indagato per l’omicidio, Alberto Stasi, una relazione tecnico-scientifica di 64 pagine più la memoria degli avvocati che spiega minuziosamente l’estraneità del ragazzo all’uccisione della fidanzata sollecitando la richiesta di archiviazione del caso. “La relazione contiene delle sorprese, delle novità importanti, ed è accompagnata da una nota con la quale, proprio sulla scorta della consulenza, è sollecitata una richiesta di archiviazione del procedimento”, hanno affermato gli avvocati Giuseppe e Giulio Colli e il professore Angelo Giarda. Secondo quest’ultimo, subito dopo l’omicidio, il corpo della vittima sarebbe stato spostato da almeno due persone. “Attraverso un esame delle tracce di sangue sul pavimento, sugli stipiti e sulle pareti – ha spiegato il professore – è stato dimostrato che, durante questo trasporto, l’altezza dal pavimento del corpo non ha superato i 70 centimetri”. Per quanto concerne il rinvenimento di una traccia organica riconducibile a Chiara per cui Alberto fu posto in stato di fermo il 24 settembre, e poi scarcerato il 28, i difensori hanno sostenuto che “è pacifico, da un punto di vista strettamente scientifico, che quella traccia che i Ris hanno trovato su un pedale della bicicletta di Alberto Stasi non è sangue umano e che quindi il Dna riconducibile a Chiara Poggi ha un’altra origine biologica”.

Sulla questione delle impronte delle scarpe dell’indagato, il professore Giarda nella lunga relazione ha spiegato che “le impronte ritrovate non si ricollegano a nessuna delle scarpe di Alberto Stasi e qualora, per ipotesi, avesse calpestato qualche macchia di sangue sul pavimento, si può dimostrare che il materiale di queste scarpe non consente di assorbire quello che si sta calpestando. Le fotografie scattate nell’immediatezza del ritrovamento – ha osservato ancora il legale – consentono di poter affermare che Alberto Stasi poteva attraversare tutto il soggiorno senza calpestare alcuna traccia ematica”.

Secondo la difesa è da anticipare l’ora della morte di Chiara Poggi in quanto “attraverso il riesame di tutti i fattori che vengono usati per determinare, a posteriori, la morte di una persona, il professor Francesco Maria Avato ha ricalcolato l’ora della morte in un periodo tra le 9 e le 10 della mattina”.

Per l’accusa invece l’omicidio sarebbe avvenuto tra le 11 e le 11.30 e proprio su questa questione Stasi ha sempre affermato che quella mattina prima di andare dalla fidanzata aveva lavorato alla sua tesi di laurea.

Immediata la replica di Marzio Capra, consulente della famiglia di Chiara Poggi, che ha sostenuto l’impossibilità dello spostamento del corpo della vittima subito dopo l’omicidio. “Mi sembra un’ipotesi assolutamente impossibile. Nessuna impronta estranea a quelle dei componenti della famiglia Poggi o dello stesso Alberto Stasi è mai stata trovata in casa. Non sono mai state trovate altre impronte – ha spiegato il consulente della famiglia Poggi – l’idea che addirittura altre due persone siano entrate in casa, senza lasciare impronte, senza macchiarsi con il sangue a terra, al momento mi lascia perplesso. Pensare che siano entrate altre persone complica ulteriormente le cose, aumenta le probabilità di inquinamento della scena”.

Capra ha infine dichiarato che “gli investigatori fino ad ora non hanno formulato l’ipotesi di altri soggetti nella villetta dei Poggi nonostante le indagini siano state estremamente accurate”.

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