Italia

Caso Eluana, la Procura ricorre in appello

Eluana EnglaroNon c’è pace per il caso di Eluana Englaro, la ragazza che vive da sedici anni in uno stato vegetativo in seguito ad un grave incidente stradale.

La Corte d’Appello di Milano aveva, infatti, autorizzato la sospensione dell’alimentazione forzata, accogliendo la richiesta dei genitori di Eluana. Ieri la Camera ha approvato il provvedimento con cui è stato sollevato il conflitto d´attribuzione alla Corte Costituzionale. Ma la Procura generale di Milano ha presentato ricorso in Cassazione poiché “non vi è certezza sul fatto che il paziente in stato vegetativo sia del tutto privo di consapevolezza”.

Alla Corte d’Appello, quindi, viene contestato di non aver analizzato in profondo se esistessero tutti i requisiti per la sospensione dell’alimentazione forzata. Inoltre la Corte Costituzionale chiede la sospensiva dell’esecutività della sentenza.

Il medico di famiglia Carlo Alberto Defanti, che tiene in cura Eluana da sedici anni, ha dichiarato: “Un ricorso ideologico, copiato dagli studi dei medici cattolici. Appena uscita la sentenza – ha detto Defanti – mi sono premurato di rivedere Eluana, perché sono medico e non faccio del male ai miei pazienti; purtroppo ho dovuto accertare che le sue condizioni non erano cambiate. Ragionevolmente non ho dubbi e non stava a me chiedere altri esami: quello della procura è un appiglio tecnico per sostenere una posizione ideologica. Sono demoralizzato – ha continuato il medico – pensando alla vita non tanto di Eluana che non sa e non saprà mai nulla, ma al logorio fisico e psicologico cui sono stati e saranno sottoposti i genitori di Eluana, che ha portato la madre a condizioni di grave malattia. Ma sono convinto – ha concluso Defanti – che alla fine la sentenza sarà confermata”.

Il legale della famiglia Englaro l’avvocato Vittorio Angiolini ha affermato che andranno avanti nonostante tutto: “Andiamo avanti lo stesso. Per noi la situazione di oggi è uguale a quella di ieri e identica a tre settimane fa”.

Intanto, il padre di Eluana, Beppino Englaro che, da anni, porta avanti questa battaglia chiede: “Il rispetto della volontà di mia figlia, che non avrebbe sopportato questo stato innaturale, perché non esiste in natura lo stato vegetativo permanente, è solo il frutto imperfetto della scienza medica”.

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