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8 agosto 1938, apre il campo di concentramento di Mauthausen

i prigionieri di MauthausenAccadde Oggi. Alla fine solo 40 mila delle circa 122 mila vittime del campo di concentramento di Mauthausen saranno identificate, questa la “contabilità” spicciola di chiusura delle operazioni.

Mauthausen, il cui primo campo viene aperto l’8 agosto del 1938, è una sorta di “ipercampo di sterminio”, attorno al nucleo centrale si allocavano infatti ben 49 campi e sottocampi, tutti situati in Alta Austria, a circa 20 chilometri ad est di Linz. Primo comandante è Franz Ziereis, resterà al suo posto fino alla liberazione avvenuta ad opera del 41° squadrone di ricognizione dell’11a Divisione statunitense, il 5 maggio del 1945, dopo circa 7 anni di attività di alto livello. Fondamentalmente un campo di “sterminio”, con lavori forzati e denutrimento progressivo. Inizialmente vi furono avviati socialisti, omosessuali, zingari tedeschi, quindi fu la volta dei polacchi, in genere intellettuali, scienziati, insegnanti, professori, semplici scout, seguirono ben 7 mila repubblicani spagnoli.

Dal 1941 fu la volta dei soldati sovietici, quindi ancora ebrei ungheresi ed olandesi. Famose le cave denominate “gli scalini della morte”, ben 186 scalini sui quali i prigionieri erano costretti a trasportare blocchi di pietra di 50 e più chili. Singolari i trattamenti sanitari previsti, molte le eliminazioni con siringhe di benzina e similari. C’erano poi i soggiorni sotto zero, nudi, all’esterno, con le innaffiate di acqua fredda, ben pochi dopo una notte simile riuscivano a sopravvivere. Per il compleanno del figlio, il comandante del campo, gli regalò una pistola e decise di farlo divertire sparando su di una file di prigionieri, una ventina furono i morti. Dal settembre del 1944 arrivano anche bambini e donne.

Le metodiche di sterminio avevano un proprio decalogo che riportiamo: lavoro nelle cave di pietra, camere a gas, camere a gas mobili (con un camion che aveva un tubo di scappamento rivolto all’interno del vano posteriore, il camion effettuava un servizio “trasporto” da Mauthausen e Gusen), docce gelate, fucilazioni di massa, esperimenti medici di vario tipo, dissanguamento, impiccagioni, inedia (si calcola che circa 2.000 prigionieri a settimana morissero per fame, in media i reduci del campo al momento della liberazione pesavano 42 chilogrammi).

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