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Salto con l’asta, Gibilisco in finale

Giuseppe GibiliscoPECHINO. Alla finale del salto con l’asta avrebbero dovuto partecipare tutti gli atleti che superavano 5,75, oppure quelli che superavano la misura limite di ingresso alla finale, più quelli che non la superavano fino ad un massimo di 12 atleti.

Dopo i due gruppi di qualificazione 13 atleti avevano superato la misura di 5,65. Tredicesimo, perché aveva saltato la misura la terzo salto, l’italiano Giuseppe Gibilisco. Subito i tabelloni delle giurie e quelli della Iaaf confermavano l’accesso alla finale di 12 dei 13 saltatori, restava fuori Gibilisco. Un piccolo giallo sembrava avvolgere questa qualificazione, ma è bastato qualche oretta per svelarlo. Gli organizzatori cinesi visto che la prova di qualificazione dell’asta andava per le lunghe, si era superata la mezzanotte a Pechino, hanno deciso di chiudere le stesse qualificazioni a 5,65, non consentendo più agli atleti di continuare le prove, gioco forza che non si poteva più fare una classifica a quella misura, eliminando proprio Gibilisco, che avrebbe potuto continuare, ma bisognava far accedere tutti e 13 gli atleti alla finale, quindi un uomo in più rispetto alla norma. Ammesso quindi il siciliano, il problema non sussisteva più e così per la gran gioia di noi tutti, così è stato. Per il campione mondiale di Parigi e bronzo alle Olimpiadi di Atene, uscito, assolto, dal tunnel buio di una squalifica per doping “intenzionale”, forse una nuova strada.

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