Esteri

Ossezia, Russia ordina stop ad offensiva. Georgia: “Ancora bombe”

Dmitry Medvedev e Vladimir PutinDopo quattro giorni di conflitto, caratterizzati da notizie distorte, si apre un primo spiraglio verso la fine delle ostilità tra Russia e Georgia sulla questione dell’ambizione secessionista dell’Ossezia del Sud e ora anche dell’Abkhazia.

Il presidente russo Dmitry Medvedev ha ordinato alle forze armate di cessare le operazioni militari in Georgia. Lo riferisce l’agenzia Interfax. “Ho preso la decisione di mettere fine all’operazione per costringere alla pace le autorità georgiane”, ha dichiarato Medvedev nel corso di una riunione con alcuni responsabili della Difesa. “L’aggressore in Ossezia del Sud è stato punito – ha aggiunto – e vi ha subito perdite molto significative”. “L’obiettivo dell’iniziativa di imposizione della pace è stato raggiunto, cioè garantire la sicurezza delle truppe di pace russe e dei nostri connazionali”. Una notizia che viene confermata anche dal governo georgiano, attraverso il ministro della Reintegrazione Temur Iakobashvili: “I russi – ha detto il ministro in tv – hanno fermato la loro avanzata. Non ci sono movimenti di forze russe, ma esse restano sulle posizioni che occupano”.

MEDVEDEV: ‘GEORGIA RINUNCI ALL’USO DELLA FORZA’ – LAVROV: ‘GEORGIA FUORI CONTROLLO USA’

Medvedev, dopo aver arrestato l’avanzata delle proprie truppe, ha ribadito anche quelle che sono le condizioni di Mosca per una pace duratura. “Un accordo definitivo – ha detto – può essere trovato se la Georgia ricolloca le sue truppe nella posizione precedente al conflitto, disarmandole parzialmente, e se sigla un patto vincolante in cui rinuncia all’uso della forza”. Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov lancia poi una frecciata al presidente georgiano Saakashvili e al governo degli Stati Uniti: “Gli Usa, nonostante le promesse, non sono riusciti a trattenere Saakashvili dalla tentazione di risolvere i conflitti tramite la guerra. Il regime georgiano, a giudicare da quanto accaduto, è uscito dal controllo dell’amministrazione americana”. Lo stesso Lavrov sottolinea: “Ormai non ci fidiamo più del presidente georgiano Saakashvili”.

GEORGIA: ‘RUSSIA CONTINUA A BOMBARDARE’

Nonostante l’annuncio di Medvedev, un portavoce del governo georgiano, Nato Partskhaladze, afferma che la Russia continua a bombardare tre località: Ruisi, Sakorsiko e Agara. Ma la Russia smentisce e, anzi, accusa la Georgia di continuare a sparare controle postazioni russe nella zona di Tskhivali, in Ossezia del sud.

A TIBLISI I CITTADINI PROTESTANO CONTRO OFFENSIVA DI MOSCA

Intanto, a Tbilisi, capitale della Georgia, più di 50 mila persone sono scese in strada a Tbilisi per manifestare contro l’offensiva russa in Ossezia del Sud. La gente si è raccolta nella centrale via Rustaveli in un mare di bandiere bianco-rosse e con indosso magliette con lo slogan “Stiamo insieme, siamo uniti” per ascoltare i discorsi dei leader politici.

SAAKASHVILI: ‘RICOSTRUIREMO GLI EDIFICI DISTRUTTI E SIAMO PRONTI A LASCIARE LA CSI’

Intervenuto durante la manifestazione a Tbilis, il presidente georgiano Mikhail Saakashvili, ha accusato la Russia di aver aggredito il paese e di aver distrutto numerosi edifici, comprese delle scuole, annunciandone la ricostruzione. Lo stesso presidente ha anche dichiarato che la Georgia è pronta ad abbandonare la Comunità degli Stati Indipendenti (Csi), nata dopo ilcrollo dell’Unione sovietica.

ONU ABBOZZA RISOLUZIONE, ALLA RUSSIA NON PIACE

Sul fronte diplomatico, l’incontro Nato-Russia, sollecitato ieri da Mosca e che si sarebbe potuto tenere oggi secondo quanto detto ieri da alcune fonti, è stato cancellato. Lo ha annunciato la rappresentanza permanente russa presso l’Alleanza Atlantica, sostenendo che l’incontro “è stato bloccato per volontà Usa”, ha riferito un portavoce della missione. Ieri sera i rappresentanti dei Paesi occidentali al Consiglio di Sicurezza dell’Onu hanno definito il testo di una risoluzione che chiede alla Russia e alla Georgia la fine immediata delle ostilità. La bozza sposa il piano di pace in tre punti che il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner ha presentato alle parti in conflitto: fine immediata delle ostilità, il rispetto totale della sovranità e dell’integrità territoriale della Georgia e il ritorno allo status quo in vigore prima del conflitto. Il testo è all’esame dei Quindici, riuniti per la quinta volta consecutiva. I precedenti tentativi di trovare una via d’uscita alla crisi concordata al Palazzo di Vetro sono falliti. Gli Usa puntano a una forte condanna delle azioni militari della Russia mentre gli europei preferiscono invece un testo di compromesso che possa essere accettato da Mosca, parte in causa nel conflitto e membro permanente con potere di veto dell’organo esecutivo dell’Onu. Ma la Russia, poco dopo, attraverso il proprio ambasciatore all’Onu Vitaly Ciurkin, ha annunciato che non voterà la risoluzione perchè il testo presenta “gravi lacune”, ad esempio non c’è “un riferimento all’aggressione messa in atto dalla Georgia”.

SARKOZY A MOSCA PER INCONTRARE MEDVEDEV

Stamani a Mosca è giunto il presidente francese Nicolas Sarkozy per un incontro con il suo omologo russo Medvedev. “E’ normale – ha commentato Sarkozy – che la Russia voglia difendere i suoi interessi, gli interessi dei suoi cittadini e dei cittadini russofoni oltre frontiera ma è anche normale che la comunità internazionale voglia mantenere la sovranità e l’integrità territoriale della Georgia”. Alla riunione anche il premier ed ex presidente Vladimir Putin e i ministri degli Esteri russo Serghei Lavrov e francese Bernard Kouchner.

BOMBARDAMENTI SU GORI: RUSSIA SMENTISCE, GIORNALISTI CONFERMANO

Quella di ieri è stata la notte più tranquilla degli ultimi quattro giorni, che hanno provocato oltre 2 mila morti. “Le truppe russe restano nelle stesse posizioni vicino a Gori. Non sono in contatto con i residenti locali e non stanno creando problemi particolari”, ha reso noto il viceministro degli interni georgiano Eka Zguladze, citato dall’agenzia Interfax.Poi, all’alba, aerei russi avrebbero bombardato la città di Gori, in Georgia vicino alla regione separatista dell’Ossezia del Sud, ferendo diversi civili. Notizia smentita dallo Stato maggiore russo ma confermata da alcuni giornalisti stranieri presenti in zona. La Russia ha anche smentito l’attacco contro l’oleodotto Bakou-Tbilisi-Ceyhan che la società britannica “Bp” opera dal 2006 insieme ad altri dodici partner tra i quali le americane Chevron e Conocophillips, come confermato, tra l’altro, dalla stessa Bp.

SEPARATISTI ABKAZIA: ‘TRA POCO CONTROLLEREMO LA ZONA’

Dall’Abkazia, il presidente della non riconosciuta repubblica georgiana, Sergei Bagapsh, annuncia che le truppe abkhaze sono entrate nella parte superiore delle gole di Kodori, contese con la Georgia, e che “in pochi giorni avremo sotto pieno controllo questa zona”. “L’operazione – ha aggiunto – è condotta esclusivamente da forze abkhaze, con mezzi di artiglieria, carri lanciamissili, mortai ed altre armi”.

ONU LANCIA L’ALLARME RIFIUGIATI: ‘100.000 SFOLLATI’

Intanto, l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) lancia l’allarme profughi: sono almeno 100 mila le persone sfollate a causa del conflitto.

GORI: MORTI UNGIORNALISTA OLANDESE E UNO GEORGIANO CON IL SUO AUTISTA

In un bombardamento nella città georgiana di Gori è morto stanotte Stan Storimans, operatore della rete televisiva olandese Rtl, mentre un suo collega, Jeroen Akkermans, è rimasto ferito a una gamba. Nel pomeriggio altre due vittime: secondo un testimone oculare, un giornalista georgiano e il suo autista sono stati uccisi a Gori da una granata che ha colpito la vettura sulla quale viaggiavano. E con questo sonoquattro i giornalisti finora morti durante il conflitto iniziato venerdì scorso, a cui vanno aggiunti altri quattro feriti.

SPOSTATO IN TURCHIA MATCH DI COPPA UEFA

A causa della guerra, la squadra georgiana del Wit Georgia non potrà disputare nella capitale Tbilisi la partita del secondo turno preliminare di Coppa Uefa contro l’Austria Vienna. Il match sarà disputato giovedì a Rize, in Turchia. Lo ha annunciato la Federazione europea. La gara di ritorno si giocherà il 28 agosto a Vienna.

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