Esteri

Ossezia, Medvedev: “Costringeremo Georgia alla pace”

carriarmati russi in OsseziaTBILISI. Non si placa la crisi tra Georgia e Russia. All’alba di stamani due caccia bombardieri russi hanno preso di mira la capitale georgiana Tblisi ma la contraerea li ha abbattuti.

La capitale sta ormai diventando un ammasso di macerie, molti edifici pubblici sono stati evacuati. I bombardamenti russi hanno distrutto anche le infrastrutture di Poti, il più grande porto della Georgia sul Mar Nero. Il presidente georgiano Mikhail Saakashvili ha annunciato in diretta televisiva di aver firmato lo stato di guerra e chiesto al Parlamento di approvare la legge marziale, dal momento che la Georgia “è in uno stato di totale aggressione militare”.

Secondo fonti separatiste finora sarebbero 1400 i morti provocati in Ossezia dall'offensiva georgianaNel frattempo, fonti separatiste dell’Ossezia denunciano la morte di almeno 1400 persone durante l’offensiva georgiana nella provincia. Ed è iniziata anche l’emergenza profughi, con oltre 30mila persone dell’Ossezia del sud riparatesi in Russia a partire dalle prime ore di venerdì, ossia dall’inizio dell’offensiva georgiana nella provincia separatista. “Una catastrofe umanitaria” l’ha definita il vicepremier russo Sergei Sobyanin.

Poco chiara la situazione sul campo. Fonti militari russe affermano che Tskhinvali, capitale dell’Ossezia del Sud, è stata “liberata” dai soldati della 76ma divisione aerotrasportata paracadutati alla periferia della città.

Dal Cremlino, il presidente russo Dimitri Medvedev afferma che le forze russe stanno conducendo in Ossezia del Sud,  un’operazione militare per “costringere la parte georgiana alla pace”. I “peacekeeper” russi, così li ha definiti Medvedev, “hanno anche la responsabilità di proteggere la popolazione. Questo è quello che stiamo facendo ora”.

Sul fronte diplomatico è stallo. Per la seconda volta in 24 ore, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non è riuscito a trovare un accordo per chiedere un cessate il fuoco immediato a Russia e Georgia. “Alcuni Paesi membri del Consiglio hanno chiesto più tempo, i negoziati riprenderanno oggi”, ha detto l’ambasciatore belga all’Onu, Jan Grauls, presidente di turno del Consiglio. Secondo alcune indiscrezioni, la bozza di dichiarazione messa a punto dal Belgio chiede alle parti di “mostrare moderazione e di astenersi da ogni ulteriori atto di violenza o di forza”, ma ciò non basta alla Russia, che pretende “il ripristino dello status quo ante” agli scontri delle ultime ore. Per il rappresentante di Mosca all’Onu, Vitaly Churkin, è la Georgia l’unica responsabile di quanto sta accadendo nell’Ossezia, “con la connivenza – denuncia lo stesso Churkin – di alcuni membri del Consiglio di Sicurezza”.

 almeno 30mila i profughi rifugiatisi in Russia

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