Castel Volturno - Cancello ed Arnone

Depositato Puc alla Regione, nessun aiuto dal sito internet del comune

comuneCASTEL VOLTURNO. Nei giorni scorsi, l’amministrazione comunale ha depositato il Puc (l’ex PRG) presso la Regione Campania e da questo momento scattano i 60 giorni previsti per legge per le eventuali osservazioni.

Le associazioni culturali presenti sul territorio cittadino, e fra queste l’associazione “Officina Volturno denunzia, con rammarico che non viene messo a disposizione dei cittadini nessuno strumento di consultazione dal portale del Comune consultabile via internet: Questa mancanza, sembra essere fatta apposta, costringe migliaia di proprietari di seconde case (sul territorio ne esistono oltre 250.000 vani), pur di controllare la regolarità del proprio diritto di proprietà, a spostamenti con costi economici e perdite di tempoassurdi. Dalla casa comunale si obbietterà che la “legge” è stata rispettata, ma, sicuramente non è stata usata nessuna sensibilità nei confronti dei cittadini “sudditi” per superare la eterna burocrazia che affligge la P.A. e dare un grande segnale di trasparenza. L’associazione “Officina Volturno” invita tutte le forze sociali politiche e sindacali ad intervenire ufficialmente per uno strumento urbanistico che interessa uno dei territori più usati e abusati d’Italia. Simbolo della speculazione edilizia, Villaggio Coppola Pineta Mare, è una vera città abusiva: un milione e mezzo di metri cubi realizzati, una superficie di circa 48 km quadrati per un valore presunto di circa 100 miliardi, costruiti su spiaggia e pineta demaniale, senza concessioni edilizie ed autorizzazioni paesaggistiche, una vera e propria “città abusiva”. L’insediamento nasce nei primi anni ‘60 e per anni si sono susseguite denunce di Polizia, Carabinieri, cittadini e del WWF, che ha inviato la prima denuncia nel 1974, le quali hanno determinato l’inizio di molteplici procedimenti amministrativi e penali senza mai arrivare ad una condanna della società costruttrice di proprietà di Vincenzo Coppola. Si tratta di uno dei casi più eclatanti di abusi edilizi sulle coste italiane, con un intreccio di corruzione e connivenze gravi, avvenute negli anni ’70.

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