Casaluce

Discarica Popone, la Recam avvia la bonifica

 CASALUCE. La Recam avvierà la bonifica della discarica abusiva di località Popone, l’area di confine tra Casaluce e Frignano, dove la mano delle ecomafie, affiancata dall’azione indisciplinata di cittadini poco inclini al rispetto dell’ambiente, agisce indisturbata con sversamenti continui di rifiuti.

Si può trovare di tutto: lastre di cemento, amianto, fusti contenenti materiali tossici, residui delle attività edilizia e conciaria, pneumatici. La zona, attraversata dai piloni della superstrada Nola – Villa Literno, da anni ormai, si presenta come un inferno di materiali da cui divampano fiamme giornaliere. Nella totale assenza di controlli, proprio a due passi dalle civili abitazioni, da due scuole, dalla sede della Guardia medica di Casaluce, Popone è ben nota ai vigili del fuoco del comando di Aversa. «La notizia del risanamento dell’area è stata accolta con gioia dal primo cittadino Lucio Santarpia. «Certo – sostiene il sindaco – ci conforta sapere che presto quei terreni saranno ripuliti, ma non possiamo tuttavia permetterci grandi slanci, visto che poi l’azione di chi abbandona i rifiuti, puntualmente viene reiterata». Ma il problema non è rappresentato solo dalla discarica di Popone, le cui immagini Mivis, realizzate attraverso un monitoraggio congiunto fra Noe e Cnr, hanno evidenziato anomalie geotermiche, legate, secondo un’interpretazione statistica, alla presenza di materiali altamente inquinanti. Nell’elenco dei siti a rischio della periferia fra Casaluce e Frignano, va annoverata anche via Madonna dell’Incoronata, dove invece vengono frequentemente abbandonate balle di vestiti pressati. Santarpia, per prevenire gli scarichi illeciti in questa zona, ha chiesto all’Anas (l’ente gestore della superstrada Nola-Villa Literno) di chiudere l’uscita all’altezza del comune frignanese. Un’opzione in meno per gli automobilisti, ma forse anche un nuovo segnale per creare un deterrente all’azione di chi devasta il territorio.

da “Il Mattino”, venerdì 08.08.08 (di Alessandra Tommasino)

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