Campania

Pagani, il business della droga dietro l’agguato in piazza

carabinieriSALERNO. L’uomo ferito nella sparatoria di lunedì sera a Pagani, Davide De Felice, 32 anni, è stato arrestato stamani dai carabinieri dopo che, a seguito di una perquisizione, sono stati rinvenuti nel suo appartamento di Molnate (Varese) un kalashnikov e 16 proiettili.

De Felice è ora piantonato all’ospedale di Nocera Inferiore, dove è ricoverato per le ferite procurate dai colpi dei sicari che hanno ucciso il tunisino Abdel Aziz, 46 anni, detto “Marco”, ritenuto il vero obiettivo dell’agguato, e Alessandro Cascetta, 33 anni, cugino e non cognato (come si era detto in un primo momento) del nordafricano, originario di Pagani ma residente a Varese. I carabinieri della Compagnia di Nocera Inferiore hanno anche fermato un giovane del posto, sembra un cantante neomelodico, che sarebbe testimone oculare dei fatti.

Secondo le ricostruzioni finora operate, ad agire sono stati tre uomini a bordo di un grosso scooter, con tute da motociclisti e il volto coperto da casco, che appena giunti in piazza Corpo di Cristo e hanno iniziato a sparare contro Aziz, centrandolo con 14 colpi e uccidendolo, con l’ultimo proiettile dietro la nuca. Una vera e propria esecuzione. Cascetta e De Felice, cugini e imparentati con Aziz, erano in quel momento col tunisino vicino ad un chiosco. Il primo è stato raggiunto al cuore, ha tentato di scappare ma è crollato in vicolo largo Arpaia ed è morto. L’altro, ferito al braccio, è riuscito a trascinarsi fino alla villa comunale e poi in via Garibaldi, dove è stato ritrovato esanime per poi essere trasportato all’ospedale. Il tutto si è consumato dinanzi ad una folla di persone, entrate nel panico e che hanno iniziato scappare.

Dietro l’omicidio si profila l’ombra della criminalità organizzata e dello spaccio di stupefacenti. Forse il tunisino è stato punito per uno “sgarro”. Aziz, sposato con una donna di Pagani e padre di due figli minorenni, era conosciuto negli ambienti malavitosi per estorsioni, minacce e anche per episodi di violenza sessuale. Anche Cascetta viene descritto come un personaggio legato alla criminalità, con precedenti per tentato omicidio. Accanto al suo corpo, tra l’altro, sarebbe stata trovata una pistola, ma la notizia non è confermata.

Delle indagini si stanno occupando i carabinieri della Compagnia di Nocera Inferiore, guidati dal maggiore Massimo Cagnazzo e dall tenente Erich Fasolino, i colleghi della Comando provinciale con il tenente colonnello Francesco Merone, il sostituto procuratore della procura nocerina Elena Guarino e il dottor Maurizio Cardea della Dda di Salerno. Il pm Guarino potrebbe decidere a breve la trasmissione degli atti alla Procura antimafia di Salerno.

Intanto, il prefetto Meoli ha convocato comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico.

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