Aversa

Del Franco (Pd): “Aversa eterno cantiere”

Francesco Del FrancoAVERSA. Fare il punto della situazione prima della ripresa di settembre mi sembra la cosa giusta da fare per tirare la riga ed andare a capo ed informare i cittadini dello stato delle cose, almeno per coloro che non se ne sono ancora accorti per un motivo o per un altro.

Partiamo dal “cordolo della discordia” della Variante (Viale Kennedy), fortemente criticato dai residenti e dai commercianti della zona, perché considerato non efficace per l’alleggerimento del caotico traffico veicolare anzi ritenuto ad alta pericolosità visto che è stato la causa principale di fonte di traffico e di incidenti mortali della città; oltre tutto, dopo incidenti mortali e non, la ditta costruttrice non ha ancora chiuso il cantiere e consegnato il lavoro finito a regola d’arte con il collaudo finale del direttore dei lavori; quindi gli incidenti di cui sopra sono da catalogare come incidenti in cantiere durante i lavori in corso! ….ed allora le responsabilità di chi sono?

Passiamo a Via Corcione, strada centrale di Aversa: l’impressione che si ha invece è quella di essere in una strada di una città abbandonata, in una di quelle città di confine senza identità, senza rispetto per nessuna regola, dove non si sa bene chi deve garantire la sicurezza e la legalità e allora tutto è permesso. Traffico paralizzato da motorini fermati in mezzo alla strada, auto parcheggiate in modo approssimativo davanti ai bar e fuori ragazzi, appoggiati alla portiera, che prendono comodamente un drink. Motorini che sfrecciavano tra le auto e sui marciapiedi a velocità incredibili, due, tre persone senza casco su ogni veicolo, e in entrambi i sensi di marcia.

Prendiamo la situazione di via Seggio: lavori fatti male, inutili ed insufficienti, pericolosità ed inadeguatezza dell’arredo urbano istallato su via Sanfelice, con un cantiere chiuso in data indefinita con relativo collaudo nonostante non si fossero mai visti tecnici che lo effettuassero; i tombini continuamente oggetto di ‘rappezzi’ (visto il continuo sprofondare degli stessi), la pavimentazione condivide la stessa triste sorte dei tombini (svariate sono le cadute di cittadini in questa giungla) ed i faretti posizionati al suolo sono alcuni pieni di acqua altri con formazione evidente di condensa il che denoterebbe che gli stessi, forse non correttamente isolati, possano essere potenzialmente pericolosi nel caso in cui l’acqua venisse a contatto con parti elettriche. Buttati 700 mila euro del 1.032.000 previsti, tra l’altro con lavori che sono continuati per il triplo del tempo previsto con tutti i danni di mancati guadagni conseguiti ai commercianti del posto. Di conseguenza, il commercio è in ginocchio, distrutto anche dalla concorrenza spietata di svariati centri commerciali sorti nelle vicinanze. Bisogna garantire ai commercianti la sicurezza, intesa anche come certezza della pena per usurai ed estorsori che vengono denunziati dalle loro vittime. Bisogna, inoltre, valorizzare i prodotti locali e sviluppare il turismo, come chiede il responsabile aversano e vice presidente provinciale della Confesercenti Maurizio Pollini. Una soluzione a questa crisi potrebbe portarla l’ottimaidea dell’elaborazione di un progetto unico da sottoporre alla regione nell’ambito dei “Paser” per consentire la ristrutturazione dei negozi, oppure un soggetto privato che rilevi i locali commerciali delle due strade per poi stipulare contratti con grandi marchi. Praticamente l’idea di centri commerciali all’aperto, come diceva anche Pollini. Un unico marchio, un’unica strategia di marketing. Una sorta di grande condominio tra commercianti di quella che una volta era la strada del commercio che richiamava anche le popolazioni dei paesi limitrofi.

Via Belvedere: oltre al problema dello spartitraffico, i cittadini, tra l’altro, hanno segnalato il traffico caotico che si registra in zona in orari serali, soprattutto il sabato sera, quando c’è la cosiddetta famosa “movida”, di cui sono “vittime” anche Via Modigliani e Via Pastore. Addirittura, alcuni automobilisti sostano davanti ai cancelli d’ingresso delle abitazioni e spesso si verificano liti tra qualche giovincello indisciplinato e i residenti. Tutto questo reso ancor più problematico da un primo assaggio del nuovo Piano Traffico, costato qualche anno fa qualche centinaia di migliaia di euro e solo oggi preso in considerazione ma solo a pezzi ( vedi area sud/ovest). In sintesi, Aversa eterno cantiere con cantieri eterni.

Piazza Mazzini trasformata in un desolante agglomerato di cemento e reti, il terreno tra la succursale della scuola media “De Curtis” e la parrocchia di Santa Teresa lasciato con lavori aperti e mai conclusi, le mura perimetrali del Parco Pozzi abbattute e non sostituite dalla cancellata prevista, cinque parcheggi (alcuni dei quali prima già utilizzati) ridotti da mesi in altrettanti cantieri, piazza della Pace trasformata in un cantiere senza fine, ma abbandonato.

A questo panorama da deserto dei tartari si aggiungono le pessime condizioni di tantissime strade cittadine, di alcune delle quali il manto stradale è stato rifatto anche poco tempo fa. “Dimenticanza” dell’amministrazione Ciaramella anche l’aver fatto perdere alla città i fondi per la realizzazione di una pista di atletica leggera, e tanti altri fondi persi solo per imperizia degli amministratori, troppo occupati nelle lotte per le poltrone.

Non parliamo poi dei rifiuti, per i quali dobbiamo sempre ricordare a tutti che la raccolta differenziata è di responsabilità dell’amministrazione comunale, ed in sei/sette anni l’amministrazione Ciaramella oggi si accorge che non la può mettere in atto perché la Geoeco ( solo oggi) è una società in scioglimento; questo è vero oggi, ma 6 anni fa? 5 anni fa? 4 anni fa? Ecc…..

Insomma, un’ intera amministrazione battuta sul campo della raccolta differenziata da un coraggioso gruppo di ragazzi del Liceo scientifico guidati dall’inossidabile professor Fortunato Allegro, che ha dimostrato agli amministratori che se una cosa la si vuole davvero fare, la si fa.

Perché non si è adottato il programma “Agenda 21 locale” per una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e per lo sviluppo sostenibile? Esso è un processo partecipato multi-settoriale in ambito locale per elaborare in modo condiviso un Piano di Azioni e progetti operativi verso la sostenibilità ambientale, sociale ed economica del territorio, coinvolgendo tutti i settori e attori della comunità locale.

E perché non è mai stato nominato l’Energy manager ( evidentemente mai presa in considerazione o mai conosciuta come figura), cioè il responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, figura introdotta in Italia dalla legge 10/91, che ha l’incarico della raccolta e dell’analisi dei dati sui consumi energetici e nella promozione dell’uso efficiente dell’energia, e quindi della redazione del Piano Energetico Comunale e della revisione del Regolamento edilizio comunale che dovrà avere come punti cardine ed ispiratori l’Uso razionale delle risorse climatiche ed energetiche; l’Uso razionale delle risorse idriche; il Controllo delle caratteristiche nocive dei materiali da costruzione; il Controllo delle emissioni nocive degli impianti;la Certificazione del rendimento energetico degli edifici (obbligo di legge d.lgs. 192/05); Misure di accompagnamento e incentivazione economica. Non mi sembra che queste cose siano di irrilevante importanza.

Insomma, la situazione che gli aversani hanno davanti è quella di una città allo sfascio, immersa in cantieri intrapresi solo in concomitanza di appuntamenti elettorali, iniziati (solo qualcuno terminato con i soldi di Urban, successo delle amministrazioni passate di centrosinistra) ed oggi fermi per mancanza di soldi. Nessuna programmazione partecipata, nessun progetto di massima di cosa si vuol far diventare Aversa.

La politica aversana deve quindi farsi carico dei principi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica del territorio come primo parametro di scelta, e con questo intendo dire fare le scelte discutendole insieme a coloro che ne saranno i beneficiari (Agenda 21), poiché non è più pensabile ed applicabile una politica fatta nello studio di questo o quell’altro politico, pensando solo agli interessi di bottega propria e di quelli degli amici degli amici.

Francesco Del Franco (Pd Aversa)

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