Italia

Sicurezza, dal 4 agosto tremila militari nelle città

Maroni-La RussaROMA. A partire dal 4 agosto saranno impiegati tremila militari per la sicurezza nelle città. Lo prevede il decreto che sarà firmato domani e che viene annunciato dal ministro della Difesa Ignazio La Russa.

Dei tremila, circa un terzo andrà nei centri di identificazione ed espulsione (ex Cpt, centri di permanenza temporanea), un terzo a controllare i “luoghi sensibili”, come le ambasciate, e il resto sarà utilizzato per pattugliamenti. “C’è nel decreto: lo confermo e lo preciso. – ha detto La Russa – Saranno insieme ai giovani in divisa delle forze dell’ordine”. Si parte con Milano, Roma, Napoli, Padova e Verona e successivamente si arriverà a una decina di città. Tuttavia, gran parte dei soldati andrà a Milano, Roma e Napoli: in ciascuna città saranno stanziate tra le 200 e le 300 unità. I militari pattuglieranno rigorosamente a piedi e avranno compiti non di polizia giudiziaria, ma di agenti di pubblica sicurezza. In pratica, non potranno arrestare se non in flagranza di reato, ma essendo accompagnati dalle normali forze dell’ordine, secondo il ministro, questo non sarà in alcun modo un problema. La decisione su come utilizzare e dove dislocare i militari spetterà ai prefetti. Un punto su cui La Russa tiene a sottolineare che sono tutti d’accordo, Lega inclusa. Lo stanziamento finanziario per il 2008 è di 31,2 milioni di euro, altrettanto per il 2009.

“Si tratta di un provvedimento che va a garantire la sicurezza ai cittadini che devono sentirsi padroni a casa propria”, ha aggiunto il ministro degli Interni Roberto Maroni. Quest’ultimo ha anche replicato alle accuse mosse dall’opposizione sia per quanto riguarda le impronte digitali prese ai rom, sia per quanto riguarda la dichiarata emergenza immigrazione: “Sono solo polemiche per cercare di ridurre l’efficacia dell’azione del governo. Noi però non ci fermeremo”. Maroni ha inoltre annunciato che non ci saranno più sanatorie generalizzate: “Condividiamo in pieno la posizione della presidenza francese per il semestre europeo che non prevede più alcuna sanatoria. Semmai siamo disponibili a discutere caso per caso”.

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