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Del Turco in isolamento. La Procura: “Prove schiaccianti”

Ottaviano Del TurcoPESCARA. Il governatore abruzzese Ottaviano Del Turco, arrestato ieri nell’ambito di un’inchiesta su un giro di tangenti nella sanità regionale ha trascorso la prima notte in isolamento nel carcere di Sulmona.

Per ben tre giorni l’esponente del Pd non avrà alcun contatto con l’esterno, così come disposto dalla Procura di Pescara, per la quale vi sarebbe il rischio che Del Turco possa esercitare “influenze” anche dall’interno del carcere. Non a caso, il procuratore capo Nicola Trifuoggi, ieri, in conferenza stampa, affermava: “L’indagato più illustre ha cercato contatti ai massimi livelli della polizia e con un altissimo magistrato per lamentarsi della ‘persecuzione’”.

Il politico è comunque sorvegliato a vista, anche per tenere sotto controllo le sue condizioni psicologiche che, dopo la batosta subita, potrebbero indurlo a qualche gesto disperato. Preoccupazione espressa anche da Marco Pannella su Radio Radicale: “Non mi piace il carcere di Sulmona, non mi piace la storia del carcere di Sulmona. Non mi piacciono gli isolamenti nel carcere di Sulmona. Voglio dirlo: non mi piacciono carceri nei quali ci sono suicidi, e quando dico suicidi nelle carceri credo che nella grande maggioranza dei casi si tratti di omicidi. Non mi piace che Ottaviano Del Turco sia in isolamento al carcere di Sulmona”. Pannella si riferisce al fatto che il carcere di Sulmona è stato teatro di numerosi tentativi di suicidio e di decessi avvenuti nel corso degli anni, come quello del sindaco di Roccaraso, Camillo Valentini, rinvenuto morto nella sua cella il 16 agosto 2004, o quello della direttrice del carcere, Armida Miserere, morta il 19 aprile del 2003 nel suo appartamento annesso al penitenziario, dove si tolse la vita con un colpo alla testa esploso dalla sua pistola di ordinanza. Ecco perchèla direzione del carcere di Sulmona, proprio per gestire il delicato caso dell’arresto del presidente della Regione Abruzzo, ha richiamato diversi agenti penitenziari posti a riposo dopo le turnazioni dei giorni scorsi. La struttura penitenziaria dispone di dieci celle di isolamento, tre da utilizzare per esigenze sanitarie, quattro per i provvedimenti disciplinari e tre per isolamento giudiziario. Del Turco si trova in una di queste ultime.

Oltre a Del Turco, ieri sono stati arrestati l’assessore alla Sanità, Bernardo Mazzotta, il segretario generale della presidenza, Lamberto Quarta, l’assessore Antonio Boschetti, l’ex assessore alla Sanità del centrodestra Vito Domenici e l’ex presidente della finanziaria regionale Giancarlo Masciarelli. A tirare in ballo il governatore e gli altri sarebbe stato Vincenzo Angelici, imprenditore del settore della sanità che possiede diverse cliniche in Abruzzo. Oltre al governatore, sono in carcere Lamberto Quarta, Antonio Boschetti, Gianluca Zelli, Camillo Cesarone, Luigi Conga. Ai domiciliari l’assessore Mazzocca, Masciarelli, Domenici e Angelo Bucciarelli. A Francesco Di Stanislao è stata applicata la misura del divieto di dimora a Pescara. Nel complesso, sono 35 le persone indagate.

Secondo l’accusa, “ci sono prove del pagamento di circa 30 miliardi di vecchie lire, 15 milioni di euro che avrebbero potuto far funzionare l’ospedale di Pescara e tutti quelli abruzzesi invece di arricchire qualcuno”. A Del Turco e ad altre persone arrestate sarebbero andati 6 milioni di euro di tangenti; stessa cifra a Luigi Conga, ex manager della Asl di Chieti, mentre 3 milioni di euro, richiesti e non versati del tutto, sarebbero andati a finire nelle tasche di altri indagati che però non sono stati raggiunti dall’ordine di custodia cautelare. Ci sarebbe poi un milione di euro, “scontato” a 750 mila, chiesto da Del Turco all’imprenditore Angelini per portare otto senatori con sé nel neonato Partito democratico. In cambio la Giunta regionale avrebbe adottato provvedimenti favorevoli all’imprenditore delle cliniche private. “Gli furono promesse – ha riferito il procuratore Trifuoggi – anche protezioni da eventuali ispezioni delle forze dell’ordine nelle sue strutture”. Le richieste di denaro all’imprenditore Angelini sarebbero andate avanti fino allo scorso mese di febbraio.

“Abbiamo riscontrato l’80% dei fatti”, riferisce il magistrato. “Ci sono puntigliosi riscontri da intercettazioni, documenti; abbiamo trovato tutte le ricevute dei prelevamenti”. Nell’auto, una Porsche, di Luigi Conga, è stata trovata una valigetta contenente 113 mila euro. Gli investigatori hanno anche i ticket dei telepass autostradali di quando i soldi venivano portati a Collelongo, dove si trova la residenza abruzzese di Del Turco. Poi ci sono le intercettazioni telefoniche tra Angelini e i politici corrotti, nonché le prove che i soldi sono stati investiti in immobili o versati su conti correnti riconducibili agli indagati.

Intanto, sul caso Del Turco ieri si è consumata l’ennesimo botta e risposta tra Berlusconi e la magistratura. Il premier, al termine di un pranzo con altri capi di Stato per il vertice Euromed di Parigi, nel commentare gli arresti in Abruzzo, ha detto: “Sì, ho sentito e mi sembra una cosa molto strana che ci sia una decapitazione completa, quasi una retata nei confronti di un intero governo di una regione. Ho sentito anche il teorema accusatorio. Conoscendo l’attuale situazione della accusa in Italia sapete come la penso…”.

A replicare il procuratore Trifuoggi: “Non c’è nessun teorema, solo fatti dolorosissimi che gettano nello scompiglio una regione”. E comunque “non c’è stata alcuna retata, nessuna spettacolarizzazione. Abbiamo fatto tutto con rispetto anche perchè, del resto, non abbiamo bisogno di candidarci a nessuna elezione”. Altra replica quella del segretario dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Cascini, il quale ha accusato il presidente del Consiglio di “gettare discredito con accuse generiche” sulla magistratura.

“Ma quali generiche accuse ?– ha ribattuto da palazzo Chigi il sottosegretario alla Presidenza Paolo Bonaiuti, portavoce del premier – Berlusconi ha detto e constatato una verità evidente: molti teoremi accusatori alla fine non vengono confermati”.

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