Italia

Caso Mills, il processo resta nelle mani della Gandus

Nicoletta Gandus (foto della Stampa)MILANO. La V Corte d’Appello di Milano ha respinto stamane l’istanza di ricusazione da parte del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nei confronti del giudice Nicoletta Gandus per quanto concerne il processo sui probabili fondi oscuri Mediaset.

I giudici, che hanno lavorato al caso dal 10 luglio, hanno considerato la domanda formulata dalla difesa di Berlusconi “ammissibile ma infondata nel merito”. Secondo la Corte di Giustizia sarà il giudice Gandus a giudicare il premier e l’avvocato inglese Mills, nonostante i legali del leader del Pdl abbiano giudicato poco opportuna la presenza della Gandus dopo le “reiterate manifestazioni di pensiero che appalesavano una inimicizia grave” nei confronti dello stesso Berlusconi. “I documenti che dovrebbero dimostrare l’inimicizia grave tra la dottoressa Gandus e il ricusante – ribadiscono i giudici della Corte d’Appello – sono mere manifestazioni di pensiero relative non a rapporti personali o comportamenti dell’onorevole Silvio Berlusconi ma semplicemente critiche. L’istanza di ricusazione appare quindi infondata nel merito”. I giudici d’Appello hanno inoltre dimostrato che “sin dall’inizio del processo Berlusconi-Mills, Gandus non ha più dichiarato alcunchè, consapevole che, dal ruolo di magistrato, libero di manifestare il proprio pensiero, stava per transitare in quello gravemente responsabilizzante di presidente del collegio”. Ma gli avvocati del premier, Piero Longo e Niccolò Ghedini, dopo la respinta di oggi, hanno annunciato di voler impugnare la sentenza in Cassazione. In realtà, il processo Berlusconi-Mills sarà bloccato dal Lodo Alfano e dalla norma blocca processi, che attendono il via libera definitivo del Parlamento in programma prima dell’estate. “Sono disponibile ad andare in qualsiasi tribunale per dimostrare la mia innocenza, sono anni che contro di me avanzano falsità e ipocrisia”, ha dichiarato Berlusconi al termine dell’udienza.

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