Italia

Al via il G8, Barroso annuncia 1 miliardo di euro per crisi alimentare

Berlusconi con il primo ministro giapponese Yasuo FukudaTOYAKO. Gli otto leader dei paesi più ricchi e industrializzati del pianeta si sono ritrovati per l’appuntamento annuale del G8, stavolta ospitato in Giappone, nell’isola di Hokkaido.

Nei prossimi tre giorni Germania, Canada, Stati Uniti, Francia, Italia, Gran Bretagna, Giappone e Russia discuteranno della crisi economica mondiale scatenata dall’aumento del prezzo degli alimenti, dal crescere vertiginoso del costo del petrolio e dai cambiamenti climatici.

In riguardo al primo argomento, vi è la Banca Mondiale che chiede subito 10 miliardi di dollari per far fronte all’esigenza fame nei paesi poveri colpiti dai rialzi dei prezzi alimentari. Il presidente della commissione europea, José Manuel Barroso, ha anticipato che proporrà ai paesi membri della Ue la creazione di un fondo da un miliardo di euro per sostenere il settore agricolo nei paesi in via di sviluppo. A tal proposito, ieri, durante l’Angelus recitato dalla residenza estiva sulle pendici del lago di Albano, Papa Benedetto XVI si è appellato ai leader del G8 “affinché al centro delle loro deliberazioni mettano i bisogni delle popolazioni più deboli e più povere, la cui vulnerabilità è oggi accresciuta a causa delle speculazioni e delle turbolenze finanziarie e dei loro effetti perversi sui prezzi degli alimenti e dell’energia. Auspico – ha concluso Ratzinger – che generosità e lungimiranza aiutino a prendere decisioni atte a rilanciare un equo processo di sviluppo integrale, a salvaguardia della dignità umana”. I primi a rispondere all’appello del Pontefice sono stati il premier britannico Gordon Brown e quello italiano Silvio Berlusconi, assicurando che faranno tutto il possibile per adottare “misure concrete” e “contribuire a porre fine alle speculazioni e a fermare l’aumento dei prezzi attraverso una cooperazione tra le democrazie”.

Sul caro petrolio, invece, il confronto sarà tra chi ritiene che la corsa al greggio sia alimentata soprattutto dalla speculazione finanziaria, come Francia e Italia, e chi sostiene che la speculazione è un fenomeno marginale, rispetto alla scarsità di petrolio sul mercato, come Usa e Gran Bretagna. Prevedibile, al termine del dibattito, un appello comune per il rilancio del nucleare.

Circa il tema ambientale, infine, gli otto “grandi” si erano lasciati l’anno scorso con la promessa di dimezzare le emissioni di anidride carbonica entro il 2050. Un’intenzione che quest’anno potrebbero diventare un vero e proprio accordo. Il presidente americano George W. Bush si è detto disponibile ad un approccio costruttivo, a patto che Cina e India, fra i maggiori produttori di gas serra, accettino di collaborare.

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