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22 luglio 1292, Battaglia di Falkirk

Accadde Oggi. Forse Mel Gibson ha dato luce internazionale, così come solo un film può fare, a quel grande eroe della Scozia che fu William Wallace, noto nell’edizione cinematografica di Bravehearth (Cuore impavido).

Il giovane Wallace, piccolo imprenditore terriero, nato a Elderslie nel 1270, a soli 25 anni si ritrovò a capo dell’esercito scozzese per cercare di bloccare l’invasione della sua terra da parte di Edoardo I, re di Inghilterra.

Nel 1296 Edoardo I, con al suo fianco i nobili del suo regno, sconfigge re John Baliol, lo induce alla prigionia e conquista la Scozia. Lascia la gestione amministrativa nelle mani del suo amico normanno Giovanni di Wounne, che però è troppo vecchio, ma è anche affiancato da nobili avidi di denaro e capaci di vessazioni inenarrabili. William Wallace appare improvvisamente dopo che una sua amica, forse la sua donna, fu offesa o, come dice la leggenda, uccisa da alcuni soldati inglesi, Wallace assalta la guarnigione di Lanark e ne uccide lo sceriffo Sir Guglielmo di Hazelring.

Comincia una delle pagine più belle dell’indipendenza scozzese, attorno a Wallace si aggregano diseredati, scontenti, sbandati ed inquieti. Wallace avvia la sua guerra tutta fatta di azioni minimali, da vera e propria guerriglia, pochi cavalieri a disposizione, ma d’altra parte le caratteristiche idrogeologiche ne sconsigliano l’uso, tanti fanti. Supera la linea del castello di Sterling, un vero simbolo per la Scozia e sconfina in Inghilterra nel Northumberland , nel Cumberlanda tentando anche di conquistare Carlisle. Re Edoardo è adirato, mette insieme ben tremila cavalieri e qualche decina di migliaia di fanti e parte per la Scozia. Il 22 luglio del 1292 William Wallace, pur di non sottrarsi al suo orgoglio, accetta la battaglia a Falkirk, conscio di essere in numero inferiore e meno attrezzato degli inglesi. Piazza quattro masse di picchieri, fanti con lunghissime lance conficcate al terreno, che dovranno bloccare la cavalleria, alle sue spalle il bosco, pochi arcieri al suo comando. Re Edoardo parte proprio con la cavalleria che subisce forti perdite, ma poi mette in azione in rapida successione il migliaio di arcieri che ha portato con sé. Per Wallace è la fine.

L’ultima battaglia per l’indipendenza della Scozia si chiude in una mare di sangue. Wallace fugge via, continuerà la sua lotta, arrivando anche a Roma da Papa Bonifacio VIII, ma non riuscirà più a ripetere il miracolo di riorganizzare il suo popolo, anzi sarà tradito dai suoi amici e messo ai ferri da Edoardo I, che dopo un processo “beffa” lo condannerà a torture di ogni tipo per poi impiccarlo a Londra, nell’abbazia di Westminster. E’ il 1305, si spegne l’ultimo baluardo della libertà di Scozia.

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