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11 luglio 1975, scoperto in Cina un luogo con 6000 statue di argilla

L'esercito di argillaAccadde Oggi. Come al solito dalla Cina non possono che arrivare date un tantino strambe, ma pare che nel marzo del 1974, in modo occasionale, un contadino della comune agricola di Yanzhai, mentre era intento a scavare un pozzo per attingere acqua, recuperasse la testa in terracotta di un guerriero.

Avvertita Pechino, dopo un poco di tempo arriva una squadra di archeologi e dopo svariati lavori, la data dell’11 luglio del 1975 diventa quella ufficiale del ritrovamento dell’esercito di terracotta. L’area è enorme, parliamo di circa 56.000 metri quadri, attualmente risultano ufficialmente scavate tre grandi fosse, la numero 1 (poco più di 14.000 metri quadri) oggi anche visitabile è quella nella quale dovrebbe ritrovarsi la maggiore concentrazione di guerrieri. Il ritrovamento riguarda infatti proprio questo enorme esercito, dovrebbero essere non meno di 8.000 statue, con carri da battaglia, cavalli, armi, corazze, concubine e via dicendo. 6.000 di questi armati si trovano appunto nella fossa numero 1, ogni guerriero pesa circa 200 chili, costruiti con una tecnica molto particolare, quella del fuso, infatti attorno al pilone principale del tronco e del capo, sono stati poi agglomerati gli arti e aggregata l’armatura. Ogni guerriero è diverso dal suo vicino. Lo schieramento di fronte vede tre fila di 70 balestrieri ed arcieri ognuna, ben 36 fila di guerrieri, ognuna composta da 150 uomini, quattro fila di aurighe ed arcieri con quattro cavalli ognuna fanno da corollario ad una scena incredibile. L’esercito secondo la tradizione storica cinese, dovrebbe stare a guardia della tomba del primo imperatore della Cina, Qin Shi Huang, ma proprio il posizionamento di questa tomba oggi desta la maggior parte delle attenzioni, visto che dovrebbe trovarsi molto profonda, superando almeno tre livelli di falde acquifere. Il ritrovamento nel 1987 fu elevato a patrimonio dell’umanità dell’Unesco e già per svariate occasioni i guerrieri ed alcune figure femminili, che fanno comunque parte dell’enorme ritrovamento sono andate per il mondo in visione di questo incredibile lavoro che si crede sia stato ottenuto con il “sudore” di circa 70.000 schiavi che hanno operato per non meno di un decennio.

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