Campania

‘Terre del Bianco’: esclusa Mondragone, patria della mozzarella

Giovanni SchiappaMONDRAGONE (Caserta). “Come amministratore comunale, figlio di questa terra, ritengo sempre doveroso impegnarmi nella promozione della Città di Mondragone all’esterno …

…e, in particolare, come ex assessore alla cultura mi sento molto lusingato del senso della ‘operazione culturale’ volta a far puntare i riflettori su un’esperienza pilota in Terra di Lavoro, quale quella del Museo Civico Archeologico “Biagio Greco”, il cui lavoro scientifico, al di là del riconoscimento dell’Interesse Regionale, è noto ed ampiamente dibattuto nel panorama archeologico nazionale”.

Così esordisce il capogruppo consiliare del Pdl, Giovanni Schiappa, che, però, si dice amareggiato perché se l’intento della precedente amministrazione comunale era quello, con l’appoggio della Regione Campania – Settore Musei, di promuovere il territorio, in ambito provinciale l’ex assessore ritiene che si assiste ad un’operazione di totale segno contrario. “Mi riferisco a ‘Terra del Bianco’, faraonica manifestazione terminata il 29 giugno e nata per promuovere la mozzarella a… Caserta ed a Baia Domitia (tra l’altro l’Amministrazione Comunale di Cellole, che ha avuto la ‘fortuna’ di essere stata inserita fra i vari partner, non è stata in alcun modo coinvolta). Quando, tempo fa, leggendo il settimanale americano a diffusione mondiale ‘Time’, in relazione alla presunta contaminazione della mozzarella con la diossina, vidi il nome di Mondragone abbinato ad una foto della mozzarella, compresi ampiamente come questo prodotto sia figlio di una terra, al di là di qualsiasi ulteriore considerazione. Come può darsi reale promozione se gli eventi vengono gestiti al di là e al di sopra dei territori che di quelle eccellenze sono i custodi? Non a caso il Comune di Mondragone aderì all’Associazione ‘Strade del Vino di Terra di Lavoro’, proprio perché si voleva che il Museo Civico, oltre che essere Istituzione Culturale tesa alla riscoperta della propria identità storica ed archeologica, fosse un marcatore culturale delle eccellenze agro alimentari ed in particolari di quelle vitivinicole, ovvero del celeberrimo vino Falerno.

Voglio augurarmi – conclude Schiappa – che l’attuale Amministrazione Comunale, in primis il sindaco Cennami, non dimentichi di ricordare alla ‘nostra’ attuale amministrazione provinciale ed al ‘nostro’ Ente Provinciale per il Turismo che la promozione delle eccellenze può essere fatta, ma deve essere fatta nei territori di provenienza e non scavalcando gli stessi mortificandoli con l’esclusione”.

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