Aversa

Movida: “Identificare i frequentatori dei locali”

movidaAVERSA. E’ conto alla rovescia fra i residenti di via Modigliani direttamente interessati alle conseguenze dalla movida di sette giorni fa, conclusa da un colpo di pistola sparato in aria da un vigile urbano per sedare una rissa nata tra i giovani frequentatori del bar all’angolo.

Per chi come Luigi, avvocato, ha assistito alla scena c’è motivo di preoccuparsi per quanto potrebbe accadere questa sera. “Vedere una sessantina di giovani attaccarsi brandendo le cinture come fossero armi, vedere un vigile sparare, sia pure in aria per far cessare, la rissa che è finita subito dopo quello sparo, fa impressione. Ma –dice ricordando quanto avvenuto sette giorni fa – fa ancora più impressione pensare che si pretende di controllare quella gente mettendo tre o quattro vigili urbani a regolare il traffico della zona perché sia un po’ più scorrevole”. “Personalmente, e penso di interpretare il pensiero di tanti, credo – riprende Luigi – sia necessario mobilitare i carabinieri e la polizia di stato, magari facendo intervenire stabilmente la celere, affinché esercitino azione di prevenzione identificando i frequentatori del bar. Sia di quello qui all’angolo sia quelli presenti in tutta la zona che pur essendo già tanti sembrano non siano sufficienti a coprire le esigenze del territorio, tant’è – conclude – che sta per aprirsene un altro. E’ possibile farlo? La nostra città non ha norme che regolino la materia?”. A quanto pare no. Come affermato da Maurizio Pollini, presidente della Confesercenti, Aversa ancora non ha un piano commercio, cosicché in applicazione del decreto Bersani in fatto di attività commerciali si può fare tutto e di tutto. Da qui l’alta concentrazione di bar, pizzerie, paninoteche, pub, caffetterie esistenti in determinate zone della città che diventano a rischio per l’alta concentrazione di giovani non sempre animati dell’intenzione di trascorrere una serata di sano divertimento. Se a questo si aggiunge l’alcol e l’uso di droghe il mix esplosivo è fatto. Ben venga allora la proposta di Luigi di identificare preventivamente i frequentatori dei locali pubblici. E’ uno dei compiti delle forze di polizia che, se attuato, potrebbe fungere da deterrente. Perché non provare?

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