Aversa

GeoEco: la Fiadel difende operai e attacca i politici

Sede GeoEco di TeverolaAVERSA. “I tre dipendenti GeoEco che invece di lavorare stavano a casa a dormire non rappresentano tutti i lavoratori del settore”. Questo il pensiero del segretario provinciale del sindacato Fiadel, Giulio Testore.

In una nota, il sindacalista della Federazione Italiana Autonoma Dipendenti Enti Locali attacca la classe politica che in tutti questi anni ha gestito il ciclo dei rifiuti e sbotta: “Se la monnezza è in strada non è certo colpa nostra”.

Ecco la nota inviataci da Testore, che pubblichiamo integralmente:

I guasti prodotti nella gestione del comparto rifiuti, certamente non sono addebitabili agli operatori, ma a chi invece, in maniera scellerata, ha gestito da anni il processo rifiuti in Campania. Ed è giusto che i cittadini lo sappiano.Ora, però, sull’onda dei rifiuti per strada si vogliono attribuire tutte le colpe a chi non ha avuto nessuna responsabilità se non quella di essere vittima di una pessima gestione.

La politica, che in questi anni, attraverso favori agli amici, speculazioni e altro, tutti argomenti al vaglio della magistratura, vorrebbe, in maniera subdola, uscire dall’attenzione mediatica e riversare tutte le storture createsi sulla classe operaia, sappia che non lo consentiremo.

Nel caso specifico di Aversa, i tre operatori che, secondo la polizia, si trovavano a casa anziché sul posto di lavoro, non possono rappresentare tutti i lavoratori del settore, che quotidianamente, tra mille difficoltà, a cominciare dagli strumenti essenziali per l’espletamento del servizio, spesso mancanti o mal funzionanti, sono a lavoro a tutte le ore del giorno.

Se i cumuli di rifiuti sono in strada, non è certo colpa nostra. La mancanza delle discariche, degli impianti, del decollo della raccolta differenziata, è forse imputabile ai lavoratori? Adesso appare facile a tutti i responsabili credere o meglio far credere all’opinione pubblica che la colpa è della classe operaia, che ancora una volta dovrà, secondo il politico di turno, essere il capro espiatorio di un sistema malato. Noi, come sindacato, non ci stiamo. In tutti gli Enti, pubblici e privati, qualche lavativo lo si trova sempre, ma ciò non serve a gettare fango su chi invece è in regola con i propri doveri.

In questa fase delicata, in cui si attendono i provvedimenti del legislatore e le concertazioni sindacali, la Fiadel ha scelto, ancora una volta, la strada del dialogo. Ma nessuno abusi della nostra pazienza. Pur lavorando tra mille difficoltà, che ci danno il diritto di protestare e di svolgere azioni forti di protesta, per non arrecare ulteriori disagi al nostro territorio ed all’utenza, abbiamo scelto la strada del confronto e della discussione, con chi gestisce ed amministra. Ma la pazienza ha un limite e non va superato.

Ammesso poi che gli operatori di Aversa, che sono soltanto tre, ricordiamolo su oltre ottanta che fanno parte del cantiere normanno, erano a casa non per motivi di malattia (infatti non è che gli stessi avevano timbrato e non risultavano a lavoro!), si può gettare fango su tutti gli altri? Ci sentiamo offesi da questo atteggiamento che vuol far credere ai cittadini che i lavoratori siano tutti degli scansafatiche. Invece è giusto porre, come nel caso del Consorzio GeoEco S.p.A., sotto i riflettori mediatici i sindaci-soci del consorzio, che secondo la legge, dovrebbero essere i garanti della legalità del territorio, ed invece continuano a non pagare il servizio.

Alla data di oggi, in barba ai termini fissati dal contratto collettivo nazionale del lavoro (Federambiente) gli operai sono ancora senza stipendio. Questo lo sanno i cittadini? Alcuni giorni manca addirittura, per motivi di mancanza di flussi danarosi, il gasolio per far uscire i mezzi per la raccolta. Eppure i sindaci, non tutti ad onor del vero, continuano da mesi a non pagare il servizio. Ma la tassa pagata dai cittadini, la famigerata Tarsu, che fine fa in questi Enti locali? Che uso ne fanno? Pensiamo che anche questo gli abitanti di Aversa, e dell’intero bacino del GeoEco Ce2, vogliano sapere.

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